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Solidarietà all'ANM sull'ordinamento giudiziario
Redazione 12 luglio 2005 2:37
I Giuristi Democratici esprimono la propria solidarietà all'ANM e ai magistrati per l'astensione proclamata per il 14 luglio 2005 contro la legge di riforma dell'ordinamento giudiziario.
Il testo del comunicato è scaricabile anche dall'allegato.

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI

SULL'ASTENSIONE DALLE UDIENZE PROCLAMATA DALL'ANM PER IL 14/07/05

Come giuristi non possiamo tacere sulla rottura degli equilibri costituzionali derivanti dalla riforma dell'ordinamento giudiziario approvata il 28/6/2005 dal Senato della Repubblica, e ciò non per difendere le ragioni di una parte, la magistratura nel suo complesso, ma allo scopo di difendere i principi fondanti il nostro agire democratico, vulnerati da un attacco che appare grave e sottovalutato.

I Giuristi democratici hanno ben presente la necessità di una efficace riforma dell'ordinamento giudiziario, che assicuri professionalità e funzionalità all'agire dei giudici e dei pubblici ministeri,(ma anche i controlli necessari perché l'autonomia e l'indipendenza non diventino mai privilegio); così come sono consapevoli, e non lo hanno mai taciuto, che il tema della terzietà del giudice, intesa come indipendenza dai poteri e dalle parti, è un problema davvero avvertito dalla collettività, alla cui risoluzione non ci si può sottrarre.

Ma l'attuale riforma non mira ad assicurare la presenza di un giudice terzo ed imparziale, anche attraverso la rigida separazione delle funzioni che si vuole introdurre (che più assomiglia ad una reale separazione delle carriere), e che potrebbe anche rappresentare una innovazione "neutra", se il testo approvato si "limitasse" a questa modifica.

In realtà la proposta di riforma costituisce un pesante attacco ai valori costituzionali dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, allo stesso principio, di pari grado costituzionale, del giusto processo, al principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, alla libertà di manifestazione del pensiero da parte degli stessi cittadini magistrati, e mira a rendere esenti dal controllo di legalità pubblici e privati poteri.

Tutto ciò, insieme con l'accentramento dei poteri nelle mani dei capi degli uffici delle Procure, con conseguente svilimento del ruolo e dell' autonomia dei singoli procuratori, nonché con un attacco inaccettabile al principio di autonomia e alla indipendenza dei magistrati, neppure in grado di essere "bocca della legge", in tempi di certezze plebiscitarie, porta a ritenere che si è di fronte ad una pericolosa trasformazione della nostra costituzione materiale , e che la posta in gioco non è compiere scelte di corporazione, ma quella di salvaguardare i più elementari principi di quel liberalismo democratico a cui tutti a parole si ispirano.

Per tali ragioni, l'Associazione Nazionale Giuristi Democratici

ESPRIME

la propria solidarietà ai Magistrati italiani e all'Associazione Nazionale Magistrati che ha proclamato l'astensione dall'attività giudiziaria per il giorno 14 luglio 2005, allo scopo di ribadire la propria contrarietà ad un testo di legge che non risolverà alcuno dei problemi che affliggono la giustizia, che non porterà alcun beneficio ai cittadini ed anzi provocherà gravissime e immediate disfunzioni nell'organizzazione giudiziaria.
Approvato dall'Assemblea nazionale riunita in Torino il 10 Luglio 2005.