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Sulla riforma della Costituzione
Redazione 21 novembre 2005 14:10
Comunicato dell'Associazione sulla riforma della Costituzione e sull'impegno dei Giuristi Democratici per il referendum per farla venire meno.

I Giuristi Democratici ritengono che le modifiche alla Costituzione recentemente approvate dalle Camere configurino un vero e proprio attentato al nucleo essenziale dei principi normativi voluti dai padri costituenti.

Tali modifiche infatti costituiscono un attacco frontale al principio di eguaglianza, di cui all'art. 3, sia inteso in senso meramente formale che sostanziale, e altresì alla forma democratica dello Stato, "Repubblica fondata sul lavoro" di cui all'art.1. Questa sembra l'unica possibile lettura di processi come il rafforzamento smodato dell'esecutivo, con il parallelo depotenziamento del Parlamento e del ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, e lo smembramento dell'unità nazionale e la riduzione a mera apparenza dei diritti sociali dei cittadini che consegue all'attribuzione alla competenza esclusiva delle Regioni di materie fondamentali come l'istruzione e la sanità.

Si tratta di un atto allarmante, che per la sua natura appare addirittura più grave di tutte le leggi ad personam che hanno caratterizzato questi quattro anni; si tratta di una vera rottura costituzionale che concentrerebbe il potere in un solo soggetto che avrebbe il potere di sciogliere il Parlamento e, quindi, di ricattare la sua stessa maggioranza parlamentare, con la conseguente creazione di un potere assoluto del premier, così grave da rendere possibile il rischio di una dittatura, sia pur elettiva.
Nell'attuare tale sciagurata riforma, il Governo Berlusconi, sotto l'egemonia della Lega Nord, vuole evidentemente ridurre lo Stato Italiano a un mero apparato repressivo che consenta a pochi ricchi di prosperare a spese di una crescente maggioranza impoverita, emarginata e privata di ogni diritto sostanziale. Questa vuole essere la traduzione in italiano di un disegno neoliberista oramai logoro e in crisi sul piano internazionale.Né è casuale che questo stesso Governo si sia mostrato estremamente attivo
nell'annientare altre importanti garanzie costituzionale, a partire da quella contenuta nell'art. 11 del ripudio della guerra e di quella di cui all'art. 101 relativa all'indipendenza della magistratura.

Non dobbiamo peraltro dimenticare che anche i governi precedenti di centro-sinistra hanno compiuto taluni madornali errori che hanno aperto la strada all'attuale devastazione del tessuto dei valori costituzionali: dal metodo della modifica della Costituzione a colpi di maggioranza, al merito dell'introduzione di un malinteso federalismo senza storia e senza principi e dell'intervento bellico in contraddizione con il principio pacifista di
cui all'art. 11 (vedi Kossovo). Dobbiamo pertanto auspicare che quella odierna sia un'effettiva lezione anche per molti dell'attuale opposizione.

Per quanto ci riguarda ci impegneremo al massimo delle nostre forze per ottenere che questa riforma distruttrice sia rigettata dal popolo italiano in occasione del prossimo referendum costituzionale e ci impegniamo a partecipare alla relativa campagna entrando nel Comitato promotore.

Roma, 20 novembre 2005

L'Associazione Nazionale Giuristi Democratici