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Chiediamo l'immediata liberazione dell'avvocata Barkin Timtik
Redazione 14 febbraio 2017 21:47
L'Associazione europea delle giuriste e dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo chiede l'immediata liberazione dell'avvocata Barkin Timtik

15 aprile 2017

L'avvocata Barking Timtik è stata membro del Consiglio direttivo dell'Associazione dei Giuristi Progressisti, una delle due associazioni che in Turchia fanno capo all'Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo e che sono state sospese con decreto con la scusa dello stato d'emergenza. Barkin è anche un'avvocata dell'Ufficio legale del popolo e lotta per la giustizia in Turchia da più di dieci anni.

Barkin è un'avvocata che ha sempre lavorato per proteggere i diritti e le libertà fondamentali del popolo. Fra le altre cose è l'avvocata dei 301 lavoratori vittime di una strage sul lavoro a Soma, del popolo kurdo oppresso e sfruttato, del popoolo Alevi che è oppresso per le sue convinzioni, dei giovani uccisi da bande di spacciatori nei quartieri poveri, di Dilek Dogan uccisa dalle forze speciali davanti alla madre, di Berkin Elvan, il simbolo della rivolta del giugno 2013, dei contadini, socialisti ed intellettuali che sono colpiti dal governo. In breve, è l'avvocata del popolo.

Barkin è stata bersaglio delle autorità per molti anni a causa della sua lotta per i diritti e le libertà fondamentali. Quattro anni fa, è stata arrrestata dalla polizia, da pubblici ministeri e giudici membri del movimento che fa capo a Fetullah Gulen, ora a loro volta sotto processo in quanto membri di un'organizzazione illegale. Era stata liberata quando tale cospirazione fu rivelata.

Barkin Timtik è stata nuovamente arrestata il 15 dicembre 2016. Era stata invitata a una commemorazione presso il Kirac Djemevi  (luogo di culto degli Alevi) dalla famiglia e dagli amici di un suo cliente assassinato dalla polizia; è stata accusata di far parte di un'organizzazione illegale. Il motivo reale per il quale era stata invitata alla commemorazione era che la famiglia temeva attacchi della polizia nel quadro dello stato d'emergenza.

Durante la commemorazione, Barkin stava conversando con un cliente nel giardino del  Djemevi. Agenti di polizia hanno fatto irruzione e gettato bombe lacrimogene. Hanno malmenato i malati ed anziati e li hanno gettati fuori. Anche Barkin, che tentava di fermare l'attacco, è stata sottoposta a trattamento inumano e degradante.

E' stata presa a pugni, trascinata per i capelli, messa in un veicolo blindato e messa agli arresti. Al centro di detenzione Kirac tutti i fermati, inclusa Barkin, sono stati messi uno sopra l'altro e fatti bersaglio di pallottole di plastica. La tortura di Barkin è continuata per cinque giorni presso la stazione di polizia e non le è stato permesso incontrare il suo avvocato. Motivo fondamentale di tale trattamento è stato la volontà di intimidire gli avvocati che lottano per i diritti e le libertà fondamentali del popolo, ma tale intimidazione non ha avuto successo.

La Presidenza dell'Ordine degli avvocati di Adana ha presentato una denuncia penale contro la tortura subita da Barkin. L'Ordine degli avvocati di Ankara ha fatto una dichiarazione che condanna tale tortura.

L'Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo chiede l'immediata liberazione di Barkin Timtik e la cessazione del procedimento.

L'unico motivo della persecuzione ai suoi danni è, come in molti altri casi, l'esercizio delle sue funzioni professionali.

L'Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo chiede che lo stato d'emergenza non sia più usato come pretesto per imprigionare avvocati ed esponenti dell'opposizione in Turchia.