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Report osservatori al referendum costituzionale in Turchia
Redazione 18 aprile 2017 12:3
Report degli osservatori internazionali per il referendum costituzionale svoltosi il 16 aprile 2017 in Turchia

Noi, osservatori internazionali per il referendum costituzionale svoltosi il 16 aprile 2017 in Turchia, che abbiamo visitato diversi seggi elettorali nelle province di Diyarbakir, Batman e Mardin, dichiariamo quanto segue:
Prima di tutto vogliamo sottolineare che il Referendum Costituzionale si è svolto sotto lo stato di emergenza, minando in questo modo gli standard democratici; arresti di massa di iscritti a partiti e giornalista e perfino rappresentanti ufficiali di partiti di opposizione rimossi all’ultimo minuto e sostituti dall’AKP nei seggi.

In secondo luogo non c’erano abbastanza osservatori ufficiali di organizzazioni internazionali come il Consiglio d’Europa o l’OSCE.

  • Abbiamo assistito a una forte presenza di militari pesantemente armati e forze di polizia sia all’esterno (meno di 150m) che all’interno dei seggi.
  • L’accesso è stato limitato o negato nella maggior parte dei seggi che abbiamo visitato.
  • Controllo dei documenti, in alcuni casi perquisizioni ai checkpoint durante i nostri spostamenti.
  • Controlli sull’identità nei seggi. Ci sono stati tolti i passaporti e ci sono state fatte delle fotografie prima che ci venissero restituiti.
  • Una squadra è stata minacciata di essere arrestata se non avesse lasciato immediatamente il seggio.
  • La stessa squadra è stata fisicamente spinta fuori da rappresentanti dell’AKP e espulsa dal seggio.
  • Siamo stati costantemente monitorati e controllati sia dalle forze di polizia che da rappresentanti dell’AKP durante le nostre visite.
  • Queste visita si sono svolte sotto pressioni e con l’intenzione di intimidirci.

Tutto quando sopra descritto non è conforme alle convenzioni internazionali sottoscritte dalla Turchia né alle legge nazionali turche.

In conclusione esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione sulle misure di intimidazione osservate e la mancanza di trasparenza che abbiamo incontrato durante il monitoraggio del processo di voto che dovrebbe essere garantita in condizioni democratiche standard.

Osservatori da:
Germania, deputato del Bundestag
Francia, AIAK Association Iséroise des Amis des Kurdes
Bruxelles, EFA, European Free Alliance
Italia, Giuristi Democratici
Svizzera, Brückenschlag Zürich-Diyarbakir
Norvegia, The Red Party