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Bologna: intollerabile discriminazione ai danni di una praticante avvocata
Redazione 19 gennaio 2018 14:9
Riprovazione per l'attentato a un diritto fondamentale della persona

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici esprime viva riprovazione per l’incresciosa vicenda che ha visto protagonista un magistrato del TAR di Bologna, il quale ha invitato la praticante avvocata Asmae Belfakir, di fede musulmana, a lasciare l’aula ove era impegnata in una udienza perché aveva rifiutato di togliere il velo che le copriva la testa.

Ove tale decisione fosse ascrivibile a una malintesa interpretazione dell’art. 129 del codice di procedura civile, andrebbe ricordato che il CSM, con propria delibera del 22 febbraio 2012, ha precisato che «fermo restando che spetta al giudice la direzione dell’udienza e l’applicazione delle relative norme, nell’esercizio dei suoi poteri di direzione e di organizzazione dell’udienza deve essere garantito il pieno rispetto di quelle condotte che —senza recare turbamento al regolare e corretto svolgimento dell’udienza— costituiscono legittimo esercizio del diritto di professare la propria religione, anche uniformandosi ai precetti che riguardano l’abbigliamento ed altri segni esteriori». Senza peraltro dimenticare che il velo, coprendo unicamente il capo e non anche il volto, non impedisce l'identificazione ed è dunque da considerarsi ammesso, come da Sentenza CEDU dell'11.7.2017.

Secondo quanto dichiarato dall’interessata, tuttavia, il giudice Giancarlo Mozzarelli avrebbe motivato la decisione di allontanarla dall’aula appellandosi al “rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni”.

Tale circostanza, ove confermata, configurerebbe un grave abuso e si tradurrebbe in un ingiustificato vulnus alla libertà di culto e al diritto di difesa, entrambi costituzionalmente sanciti e tutelati.

Nel manifestare il proprio apprezzamento per il tempestivo intervento del Presidente del Consiglio di Stato e del Presidente del TAR per l’Emilia-Romagna sulla questione, l’Associazione Nazionale Giuristi Democratici auspica che il rispetto dei diritti fondamentali della persona venga presidiato soprattutto nei luoghi a ciò istituzionalmente deputati ed esprime la propria solidarietà alla dottoressa Belfakir.

 

18 gennaio 2018

ASSOCIAZIONE NAZIONALE GIURISTI DEMOCRATICI