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I Giuristi Democratici di Roma per il No all'affidamento ai privati del servizio di trasporto pubblico
Redazione 7 novembre 2018 18:45
Domenica 11 novembre cittadine e cittadini romani saranno chiamati a votare per il referendum consultivo, promosso dai radicali italiani, in merito alla volontà di far gestire ai privati il trasporto pubblico locale. 
Riteniamo importante opporsi in ogni modo all'ennesimo tentativo, da parte delle aziende private, di cannibalizzare i servizi pubblici, patrimonio della collettività. Difendere il trasporto pubblico non equivale certo a difendere il servizio oggi offerto, palesemente inadeguato; significa invece difendere un diritto costituzionalmente garantito, al pari di quelli alle cure ed all'istruzione, scongiurando un aumento dei costi pubblici e delle tariffe per i cittadini. Al contempo, il trasporto pubblico deve mirare a essere sinonimo di qualità ed efficienza.
Perché questo possa realmente accadere, occorre tornare a una gestione pubblica al 100%, che garantisca con gli investimenti necessari l'ammodernamento delle infrastrutture e dei mezzi, eliminando di fatto modelli come quello attuale di Atac che, pur essendo un'azienda pubblica, è di fatto una Società per Azioni e perciò un soggetto di diritto privato.
Un privato che a Roma esiste già e non funziona. Dal 2010, una linea su tre è privatizzata. I chilometri percorsi dalle linee private corrispondono quasi alla metà di quelli affidati ad Atac. Ed è sulle linee gestite dal privato, tutte periferiche, che si registrano i maggiori disagi e lunghe attese alle fermate.
Cionnondimeno, il privato consegue i finanziamenti pubblici senza alcun rischio d'impresa, traendo profitto da un servizio pubblico ma senza reinvestire sulla sua qualità.
Tutto ciò con conseguenze nefaste -che quotidianamente purtroppo viviamo- per la mobilità nella Capitale, intasata dal traffico privato. E senza dimenticare che il referendum, seppur consultivo, andrà ad impattare soprattutto sui molti utenti non residenti a Roma ma nell'hinterland: i quali, però, non avranno modo di esprimere il diritto di voto.
Occorre allora far sì che la consultazione divenga un'occasione per riportare al centro del dibattito e dell'agenda politica la necessità di un nuovo modello di pubblico, nel solco delle battaglie che da tempo ci vedono in prima linea nella difesa dell'accessibilità a costi sociali per tutte e tutti di beni e servizi pubblici essenziali. 
Restiamo perciò a disposizione per contribuire alla realizzazione di un progetto alternativo alla sostanziale privatizzazione, come già delineato nell'assemblea pubblica odierna indetta alla Casa della Città di Via della Moletta, 85 dal Comitato Utenti e Lavoratori in difesa del trasporto pubblico (costituito da studenti, pensionati, lavoratori e comitati di quartiere), con tutte e tutti coloro che saranno interessati.
 
Roma, 7 novembre 2018 
ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI DI ROMA