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Presidio in difesa della Costituzione
Redazione 22 settembre 2015 19:37
Il 23 settembre 2015 davanti alle Prefetture italiane i Giuristi Democratici e il Coordinamento Democrazia Costituzionale effttueranno dei presidi in difesa della Costituzione.

In allegato il testo della convocazione del presidio a Roma e le ragioni dell'iniziativa

Roma, 23 settembre 2015 ? Piazza delle Cinque Lune ? ore 15/20
e davanti a tutte le Prefetture d'Italia

Perché siamo e saremo in piazza

CONTRO LO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA nata dalla Resistenza?

Perché la (contro)riforma in discussione:

- aggrava la ferita già arrecata alle strutture portanti del sistema democratico dall'Italicum, legge elettorale truffaldina con cui si determina una sinergia perversa e inevitabile;

- indebolisce irrimediabilmente l'istituzione parlamento, che con il senato non elettivo vede ribadito il diniego ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti già derivante dall'Italicum con il voto bloccato sui capilista. L'esito ultimo è che solo una esigua minoranza di parlamentari sarà scelta dagli elettori con il proprio voto; mentre al superamento del bicameralismo paritario si potrebbe ugualmente giungere, mantenendo l'elezione diretta dei senatori;

- asservisce il parlamento al governo sia attraverso la previsione di una maggioranza blindata da un premio sostanzialmente senza soglia per la previsione del ballottaggio, sia con l'attribuzione all'esecutivo di poteri sull'agenda dei lavori parlamentari;

- vanifica sostanzialmente il sistema di checks and balances (controlli e bilanciamenti), dando al partito vincente con il premio di maggioranza un peso decisivo nella scelta di giudici costituzionali, componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, e persino del Capo dello Stato;

- indebolisce la stessa rigidità della Costituzione, principale garanzia di diritti e libertà, esposta a modifiche potenzialmente volute da un partito minoritario gonfiato nei numeri parlamentari fino a superare la maggioranza assoluta dei componenti in base alla legge elettorale;

- rende più difficile il ricorso a strumenti di democrazia diretta, e in particolare del referendum abrogativo con l'innalzamento delle firme richieste per la proposizione dei quesiti;

- opera uno stravolgimento di capisaldi della Costituzione in base al voto di un parlamento colpito nei suoi fondamenti per la incostituzionalità della legge elettorale. È in particolare grave che i numeri parlamentari necessari per la riforma siano dati proprio dal premio di maggioranza dichiarato costituzionalmente illegittimo;

- indebolisce le assemblee rappresentative e la partecipazione democratica, aprendo la via a politiche conservatrici quando non reazionarie. Ne sono già ora esempio le scelte sulla scuola, sul Jobs Act, sui controlli nei luoghi di lavoro, sulle pensioni, sui bavagli alla stampa, sul fisco (IMU e TASI). Anche se questa (contro)riforma sembra riguardare solo la parte organizzativa della Costituzione, si pongono in realtà a rischio i diritti fondamentali che richiedono un'attuazione legislativa (lavoro, istruzione, sanità, previdenza). È dunque indispensabile utilizzare, con una lettura ampia e non notarile di norme regolamentari e prassi, ogni possibile occasione per un'ampia e sostanziale modifica della proposta in discussione.



Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani.

Diciamo NO allo scempio della Costituzione attuato attraverso una riforma che sottrae poteri ai cittadini e mortifica il Parlamento!!!

Mobilitiamoci per far sentire la nostra voce in tutte le sedi e fermare questo progetto politico che vuole riportare indietro le lancette della storia, azzerando il lascito della Resistenza.