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24 gennaio 2017 - perchè saremo davanti all'ambasciata egiziana
Redazione 18 gennaio 2017 12:52
Il 24 gennaio è il giorno dell'avvocato minacciato.

I Giuristi Democratci saranno davanti all'ambasciata dell'Egitto a Roma.

Nel giorno dell’avvocato minacciato richiamiamo l’attenzione sugli avvocati che, in ogni parte del mondo, vengono assoggettati a pressioni, perseguitati, ridotti al silenzio, minacciati, torturati ed in alcuni casi perfino assassinati.

In molti casi le sole ragioni per questo risiedono nell’attività professionale svolta.

Il 24 gennaio è la data prescelta perché in tale giorno nel 1977 quattro avvocati e un loro collaboratore vennero assassinati a calle Atocha 25 a Madrid.


Il giorno internazionale dell’avvocato perseguitato mira a creare una consapevolezza adeguata del fatto che un esercizio effettivo della professione legale comporta dei  rischi, ma anche a denunciare le relative situazioni esistenti in vari Paesi. Ogni anno la giornata viene quindi dedicata agli avvocati di un determinato Paese: Iran (2010) Turchia (2012), Spagna (2013), Colombia (2014), Filippine (2015), Honduras (2016).

La prima iniziativa in merito venne assunta dall’Associazione europea degli avvocati democratici,. Da allora le giornate vengono organizzate da tale Associazione in collaborazione con quella europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo e con la Fondazione dell’avvocato minacciato. Molte altre associazioni di avvocati  e Consigli dell’Ordine hanno appoggiato il progetto.


Nel 2017 l’Associazione europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo, che conta membri in 18 paesi europei, ha deciso di focalizzare la propria azione sull’Egitto.

 

Molte organizzazioni dei diritti umani, fra le quali Amnesty International, Human Rights Watch, l’IDHAE e la Commissione internazionale dei giuristi confermano che le autorità egiziane non si limitano più a semplici intimidazioni ma stanno procedendo concretamente a far tacere le ultime voci critiche.
Oggi in Egitto le conversazioni telefoniche degli attivisti dei diritti umani, degli avvocati, dei politici d’opposizione e dei giornalisti indipendenti, sono costantemente intercettate, mentre la stampa di regime monta campagne d’odio. L’Egitto sta attraversando il più grave periodo di violazione dei diritti umani della sua storia. Ogni giorno le forze di sicurezza fermano tre o quattro persone.
Dopo il rovesciamento del presidente Morsi la situazione è drammaticamente peggiorata. Il governo ha ridotto le libertà di espressione, di riunione e di associazione. Decine di migliaia di oppositori sono stati arrestati e molti sottoposti a tortura. Sono rimasti impuniti gli omicidi commessi dalle forze dell’ordine. A seguito di processi non equi centinaia di persone sono state condannate a pesanti pene detentive o anche a morte.

 

Fra le vittime di tale campagna repressiva non vi sono solo appartenenti ai Fratelli musulmani, ma anche militanti di sinistra e attivisti dei diritti umani. In particolare avvocati.

Fra questi ultimi segnaliamo i seguenti casi:


Ahmad Abdallah, avvocato rappresentante del nostro concittadino Giulio Regeni, sequestrato, torturato ed ucciso dal regime. E’ anche il presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà. Il 9 gennaio 2016 è scampato per poco a un tentativo di rapimento da parte di agenti della sicurezza. Arrestato il 25 aprile dello stesso anno e detenuto fino al 10 aprile 2016, giorno in cui un tribunale ne ha ordinato il rilascio.


Malek Adly, avvocato attivista del Centro per i diritti economici e sociali e cofondatore del Fronte per la difesa dei manifestanti.  Detenuto per 114 giorni fino al 28 agosto 2016 senza che gli fosse contestata alcuna accusa.


Hassam Baghat, attivista dei diritti umani e Gamal Eid, avvocato. Ne è stato ordinato il congelamento dei beni.


Negad al-Boraei, avvocato accusato di aver organizzato un ufficio illegale per aver presentato una proposta di legge contro la tortura.

Gamal Eid, avvocato e direttore della Rete araba di informazione sui diritti umani. Arrestato in varie occasioni e sottoposto a tortura. Ne è stato ordinato il congelamento dei beni.


Mahinour al-Masry, avvocato e militante del partito socialista rivoluzionario. Condannato a quindici mesi per una manifestazione.

Haitham Mohamedein, avvocato del lavoro, condannato a varie pene detentive.

Azza Soliman, avvocata e militante in difesa dei diritti delle donne. Arrestata per aver testimoniato sull’uccisione di Shaima al-Sabbagh da parte delle forze dell’ordine il 24 gennaio 2015.


Yara Sallam, avvocata e femminista, arrestata nel 2014 e condannata a tre anni di carcere.

Il rapporto (in inglese) sulla giornata dell'avvocato minacciato 2017