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Dal Newroz 2002
Redazione 25 marzo 2002 0:4
Resoconto della partecipazione dei Giuristi Democratici al Newroz 2002, la festa di capodanno kurda.

Alcuni giuristi del Coordinamento Nazionale Giuristi democratici hanno
partecipato in qualità di osservatori alla delegazione che si è recata in
Turchia in occasione del Newroz, festa del capodanno curdo ( ma comune anche ad
altre popolazioni ) nel periodo dal 16 al 24 marzo .
Il gruppo si è recato ad Istanbul e a Van, seconda città del Kurdistan dopo
Dyarbakir partecipando a incontri con:

IHD- Associazione dei diritti umani - Istanbul e Van
COG-DER- Associazione dei rifugiati - Istanbul e Van
TAYAD - Associazione dei familiari dei detenuti politici
SINDACATO degli Insegnanti - Van
Organizzazione degli studenti firmatari della petizione per la lingua- Van
HADEP ( Partito dei lavoratori ) Van
BARO ( Consiglio dell'Ordine degli avvocati ) - Istanbul e Van
SINDACI delle città curde di Van e Bostanic
AVVOCATI DI OCALAN sottoposti a procedimento penale


In sintesi i dati più importanti, così come ci sono stati riferiti:

1) l'elemento di novità rispetto ai viaggi e incontri delle precedenti
delegazioni è rappresentato dalla petizione sottoscritta da 20.000 studenti
con la quale è stata richiesta la possibilità di studiare come lingua
sussidiaria quella curda, di cui fino ad oggi è vietato l'insegnamento ( non
c'è nessun limite legale invece per lingue diverse dal curdo ).
La petizione, quindi, contiene addirittura il riconoscimento del turco come
lingua ufficiale dello Stato, ed ha una valenza politica non di scontro ma di
pacificazione sociale per la coesistenza del popolo curdo e turco.
Nonostante questo, circa 900 studenti sono stati arrestati per avere firmato la
petizione ed accusati di " separatismo" e trenta di loro sono ancora in carcere
( i dati sono forniti dall'Associazione dei diritti umani - IHD ) .
Gli studenti hanno riferito di subire continue vessazioni per l'appoggio alla
petizione e hanno chiesto di fare conoscere in Italia e in Europa la loro
situazione, consegnandoci il testo della petizione in turco che faremo
tradurre in questi giorni per iniziare una raccolta di firme di solidarietà, a
partire proprio dalle Università italiane, per poi mandarla agli studenti e
alla autorità interessate.
2) Analoga situazione hanno rappresentato gli insegnanti incontrati a Van,
soggetti a trasferimenti forzati ogniqualvolta pongano in essere una attività
di sostegno ( anche solo presunto ) all'insegnamento della lingua curda o
parlino in lingua madre con gli studenti.
3) Il problema del riconoscimento del diritto di insegnare la lingua curda,
passaggio cruciale nel difficile cammino di democratizzazione della Turchia, è
oggetto di una delle modifiche costituzionali di più difficile interpretazione
( art. 42).
Senza addentrarci nella questione complessa della riforma costituzionale, che
comunque sta interessando il paese e segna un timidissimo passo in avanti, e
in attesa di documentazione in lingua inglese promessa dal Consiglio degli
Avvocati di Istanbul, la riforma sembrerebbe quantomeno consentire l'uso della
lingua curda anche nei mezzi di informazione, purchè non in occasioni
politiche.
In effetti nella città di Van abbiamo potuto constatare l'esistenza di un
centro culturale nel quale i frequentatori possono parlare in curdo e anche la
rappresentazione, in curdo, di un'opera di Dario Fo, circostanza che abbiamo
interpretato come segno positivo.
3) i Consigli degli Ordini degli avvocati sono sottoposti a pressioni per
impedire un più stretto contatto con la società civile e di fatto il governo
tende a limitarne fortemente l'autonomia ( il Baro di Istanbul è sottoposto ad
una inchiesta da parte del Ministero di Giustizia).
Questi organismi sono impegnati nella tutela dei molti avvocati impegnati
nella difesa in processi politici che con grande frequenza vengono ad esserte
incriminati come concorrenti o favoreggiatori dei loro assistiti per
indebolirne la tutela.
Abbiamo dato la disponibilità ad essere presenti in processi di particolare
rilevanza come osservatori, qualora gli avvocati impegnati nelle difese lo
ritengano utile.
4) La questione delle carceri è ancora lontana da una soluzione: il numero
delle vittime tra i detenuti in sciopero della fame per protesta contro il
trasferimento nelle caeceri di tipo F sarebbe salito a 88 ed ancora 100 lo
stanno portando avanti.
Gli avvocati hanno espresso preoccupazioni per le condizioni di questi
detenuti, già in parte compromesse.
Il Baro di Istanbul ha presentato al Governo circa tre mesi fa un progetto
mirante ad attenuare fortemente l'isolamento dei detenuti politici nelle
carceri di tipo F: nel progetto si propone il diritto alla socialità per tutta
la giornata per gruppi di nove, con possibilità di isolamento solo notturno (
in senso analogo si era espresso il Comitato europeo per la prevenzione della
tortura ) .
Ad oggi non c'è ancora risposta.
Il numero dei detenuti politici è altissimo ( circa 12000 ritenuti vicini al
PKK, ovviamente soprattutto curdi, e 2-3.000 turchi ritrnuti appartenenti ad
organizzazioni di estrema sinistra).
I detenuti in sciopero della fame sono solo turchi, perchè la decisione di
intraprendere questa forma di lotta non era stata condivisa dalla popolazione
detenuta curda, anche se dopo il massacro in carcere del 19 dicembre 2000 per
solidarietà avevano iniziato una forma si sciopero della fame a rotazione .
Il trasferimento nelle carceri di tipo F è tuttora in corso e sta rendendo più
difficile i rapporti dei familiari con i detenuti ( le condizioni economiche
dei detenuti sono spesso così misere che non riescono neppure ad andare a
colloquio).
5) Questione profughi: ci sono milioni di profughi interni, cioè provenienti
dalle migliaia di villaggi distrutti dall'esercito turco, che sono stati
costretti ad abbandonare la loro terra e ad ammassarsi nelle zone periferiche
delle grandi città e che vivono in condizioni inaccettabili ( drammatica e la
situazione di Istanbul ).
Nella zona curda di Van la percentuale di disoccupazione è oggi dell'80%
proprio in ragione dell'arrivo di migliaia di profughi scappati dai villaggi
che hanno raddoppiato la popolazione locale.
Il governo turco non vuole il rientro dei profughi nelle terre di origine e non
è disponibile a concedere nessun indenizzo per la ricostruzione ( peraltro di
ciò che ordinato di distruggere).
6)Alcuni dati purtroppo della repressione ( forniti da IHD): nel febbraio 2002
sono state arrestate 1220 persone per ragioni politiche, 23 casi di tortura,
54 feriti in manifestazioni, 21 casi denunciati di violenze in carcere, 22
riviste nella zona Sud-est della Turchia.
7) Va sottolineato che in tutti gli incontri i nostri interlocutori hanno
ribadito la necessità dell'ingresso della Turchia in Europa, perchè ritengono
che solo in questo modo possa trovare una possibilità di risoluzione la
questione curda e un reale cambiamento della società turca.
All'interno dello stesso schieramento governativo viene segnalata una
spaccatura tra l'area più conservatrice, contraria all'ingresso in Europa e
sostenitrice del mantenimento del ruolo dei militari nelle vita politica e
un'area più progressista, favorevole all'ingresso nella EU e fautrice di una
riforma dello Stato in senso più democratico ( esemplificativo in tal senso è
lo scontro sulla abolizione definitiva della pena di morte).
8) uno degli incontri più significativi è stato quello con i tre avvocati di
Ocalan sottoposti essi stessi a procedimento penale :Aysel Tugluk, Mahmut
Sakar e Irfan Dundar.
L'avvocata Tugluk è già stata condannata in primo grado a tre anni e mezzo per
favoreggiamento nei confronti di associazione illegale( art. 169 del codice
penale turco) per avere difeso il processo di trasformazione e di emancipazione
della donna curda portato avanti dal PKK e per chiamato Ocalan " signore" (
nel senso di illustre, degno di rispetto ).
Come Giuristi Democratici abbiamo invitato i tre avvocati a venire in Italia
per un ciclo di incontri da effettuare a fine settembre, anche per la
difficoltà di ottenere i visti.
9) La condizione di Ocalan: il Presidente non sta bene, è costretto ad un
isolamento continuo, fruisce di due ore di aria in un cortile di 10 metri
circondato da alte mura.
Può leggere un solo giornale, scelto dai funzionari e vedere un solo canale
televisivo. Vede i suoi avvocati solo un'ora la settimana e gli stessi non
possono prendere appunti, ma solo ricordare. In questo senso la situazione
difensiva è peggiorata dopo la definitività della sentenza di condanna.
Come è noto, pende il ricorso alla Corte Europea avanzato dai difensori di
Ocalan.
10) Durante la visita in Turchia è stata fermata dalla polizia, e poi
rilasciata, l'avvocata Eren Keskin, per avere denunciato in Germania il 16
marzo le vessazioni a cui vengono sottoposte le donne in Turchia ad opera della
polizia.
Infine la partecipazione al Newroz, straordinaria esperienza di volontà di pace
e di dignità. Dove le manifestazioni sono state autorizzate tutto è andato
abbastanza bene .Non così a Istanbul dove sarebbero avvenuti 500 arresti di
manifestanti e a Mersin, dove per un incidente durante la manifestazione ci
sarebbero alcuni morti tra civili e poliziotti.

Angelo Cutolo
Tecla Faranda
Carmine Malinconico
Desi Bruno
Avvocati del Coordinamento nazionale Giuristi
Democratici