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Iraq: delitti senza castigo? - Fabio Marcelli
Redazione 5 febbraio 2004 13:11
Il problema della repressione dei crimini contro la pace, di guerra e contro l'umanità, è stato affrontato dalla comunità internazionale a partire dai processi di Norimberga e Tokyo contro le potenze dell'Asse.
Esso si ripresenta, nell'attuale situazione, con caratteri ancora più acuti, data l'esistenza di armi di sterminio sempre più potenti e di strategie, apertamente elaborate da parte delle principali potenze, in particolare gli Stati Uniti, che puntano a porre sotto controllo le fonti energetiche e le aree strategiche dell'intero pianeta.

La risposta dei giuristi alla violazione del diritto internazionale deve accordarsi con l'ampio movimento di massa che si è opposto alla guerra in tutto il globo.
Numerose sono le iniziative che vengono promosse a tale riguardo. L'articolo di Fabio Marcelli si sofferma sugli appelli promossi e firmati da centinaia di giuristi, in particolare di diritto internazionale, sulle azioni giudiziarie intraprese in vari Paesi e sui tribunali di opinione che si terranno nei prossimi mesi in varie località. La sessione finale si terrà nel marzo 2005 ad Istanbul.
Anche in Italia si sta dando vita a una struttura di questo genere, che punta a realizzare una sessione del Tribunale entro la fine del 2004.



Nell'allegato l'articolo, che è in corso di pubblicazione anche su Diritti dell'uomo, cronache e battaglie.

IRAQ: DELITTI SENZA CASTIGO? I LIMITI DELLA GIUSTIZIA INTERNAZIONALE E IL RUOLO DELL'OPINIONE PUBBLICA MONDIALE
di Fabio Marcelli

1. Premessa

2. Il terrorismo degli Stati

3. Crimini e criminali nel caso iracheno

4. Iniziative giudiziarie e ruolo dei tribunali di opinione