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L'illegittimità del debito estero: verso Nairobi 2007 - Fabio Marcelli
Redazione 27 novembre 2006 16:0
L'annosa questione del debito estero richiede anzitutto una presa di coscienza e una mobilitazione dei popoli colpiti da questo flagello.

ILLEGITTIMITA' DEL DEBITO ESTERO: VERSO NAIROBI

Fabio Marcelli*

1. Il tema del debito estero continua ad occupare la scena internazionale. Dobbiamo registrare al riguardo il passaggio da un approccio di tipo umanitario a uno centrato invece sul tema dell'illegittimità del debito. Invece di pietire che siano alleviate le sofferenze dei poveri, riducendo l'indebitamento, occorre chiedere con forza che il debito sia cancellato, che vengano allestiti nuovi efficienti canali di trasferimento delle risorse finanziarie da Nord a Sud e soprattutto che i popoli vengano messi in condizione di gestire in modo autonomo le proprie risorse naturali. Si tratta insomma di porre fine una volta per tutte alla plurisecolare rapina imperialista, che oggi continua avvalendosi dello strumento del debito estero come di quello della guerra.

2. L'indubbio fallimento delle strategie tipo HIPC volte alla riduzione del debito dei Paesi più poveri impone di rilanciare con forza la parola d'ordine della cancellazione del debito e della strutturazione di nuovi canali finanziari indipendenti dalla logica di smantellamento della sovranità nazionale dei Paesi indebitati propria delle istituzioni finanziarie internazionali. Solo in tal modo verrà data qualche possibilità di realizzare effettivamente gli obiettivi del Millennio superando la schizofrenia implicita nell'attuale governance della comunità internazionale, scissa fra le logiche privatistiche del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, da un lato, e le aspirazioni proclamate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, agenzie specializzate e conferenze internazionali, dall'altro.

3. Il passaggio a una strategia imperniata sul concetto di illegittimità del debito conferisce grande rilievo agli aspetti giuridici. In un libro pubblicato due anni fa dal Consiglio nazionale delle ricerche (Fabio Marcelli, Il debito estero dei Paesi in via di sviluppo nel diritto internazionale, Roma, 2004), ho analizzato i vari aspetti dell'illegittimità del debito da un punto di vista prettamente giuridico. Il debito estero è in lampante contraddizione con i principi generali del diritto privato e con quelli fondativi del diritto internazionale pubblico, in quanto viola la sovranità degli Stati indebitati, il diritto di autodeterminazione dei relativi popoli e impedisce di soddisfarne i più elementari diritti umani all'acqua, alimentazione, istruzione, sanità, ecc.

4. Occorre quindi premere con forza sui governi dei Paesi cosiddetti creditori affinché assumano la responsabilità del debito illegittimo, cancellandolo e procedendo, mediante strumenti finanziari innovativi e una completa ristrutturazione dell'architettura finanziaria internazionale, al risarcimento delle popolazioni dei Paesi indebitati. In questo senso occorre dare immediata attuazione all'art. 7 della legge italiana sul debito del 2000, che prevede l'impegno, finora inadempiuto, del governo italiano a farsi promotore di una risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che richieda un parere alla Corte internazionale di giustizia in materia di debito estero. Positive iniziative di cancellazione del debito sono state assunte nei confronti della popolazione keniota con la decisione di convertire il debito nei confronti dell'Italia in progetti di risanamento degli slums di Nairobi. Un'importante iniziativa è stata altresì assunta di recente dal governo norvegese, che ha messo in discussione le strategie di aggiustamento strutturale intraprese da tempo dalle istituzioni finanziarie internazionali e sta procedendo a elaborare uno studio sul concetto di debito odioso ed illegittimo.

5. Naturalmente, però, l'annosa questione del debito estero richiede anzitutto una presa di coscienza e una mobilitazione dei popoli colpiti da questo flagello. Gli Stati cosiddetti indebitati devono trovare nuove forme di organizzazione e procedere di comune accordo a strategie di non-pagamento. Un momento importante, finalizzato a dichiarare l'illegittimità del debito in ogni situazione, è costituito dalle auditorie del debito, processi di raccolta ed elaborazione dei dati sulle origini dell'indebitamento e sui suoi effetti, da realizzare in forma pubblica e democratica.

6. Il prossimo World Social Forum di Nairobi costituirà indubbiamente un passo in avanti su questa strada. Il seminario preparatorio tenuto da Jubilee South a Nairobi nel giugno 2006 è stato infatti dedicato proprio alla tematica dell'illegittimità del debito ed è venuto il momento che su questo tema strategico scendano in campo con forza i movimenti sociali africani, che hanno pagato un tremendo prezzo agli usurai internazionali.


*Primo ricercatore dell'Istituto di studi giuridici internazionali del CNR. Vicesegretario dell'Associazione internazionale dei giuristi democratici. Presidente del CRED (Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia), fabio.marcelliATisgi.cnr.it.