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Petizione per la libertà dei cinque cubani detenuti negli Stati Uniti d'America
Redazione 2 dicembre 2009 12:8
Sulla vicenda i Giuristi Democratici sono già intervenuti in passato - vedi Cuba e i 5 cubani in carcere negli U.S.A. - e sono stati osservatori nel processo di Atlanta - vedi Il processo di Atlanta ai 5 cubani

PETIZIONE PER LA LIBERTA' DEI CINQUE CUBANI

Al Presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama

Al Congresso degli Stati Uniti d'America


Siamo fortemente sconcertati per la detenzione, da oltre undici anni, negli Stati Uniti, dei cinque cubani Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e René Gonzalez, e per il fatto che alle loro mogli venga tuttora negato il visto per visitarli.


L'analisi dei fatti imputati consente infatti di ritenere assente una base giuridica per le più gravi delle accuse mosse, cospirazione per commettere omicidio, nei confronti del solo Gerardo Hernandez, e cospirazione per commettere spionaggio, nei confronti dello stesso e di altri imputati.


Quanto alla prima, non esiste alcun nesso di causalità tra la condotta di Hernandez e la scelta dello Stato cubano, assunta nell'ambito e nell'esecuzione dei propri poteri sovrani, di procedere all'abbattimento di due aerei appartenenti a un'organizzazione di esiliati che sorvolavano clandestinamente lo spazio aereo cubano.


Quanto alla seconda, non è concepibile un'accusa di spionaggio che prescinda sia dalla natura delle attività svolte dagli agenti, sia dal fatto, elementare, che essi non sono stati trovati in possesso di una sola pagina di materiale classificato.


Vero è che i cinque agenti si trovavano sul suolo statunitense non per procacciarsi segreti attinenti alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma bensì per raccogliere informazioni atte a prevenire le attività terroristiche che hanno provocato a Cuba, nel corso degli anni, oltre tremila morti, un numero imprecisato di mutilati e danni economici molto ingenti. Le informazioni raccolte sono state lealmente trasmesse dal governo cubano a quello statunitense e agli organismi addetti alla lotta al terrorismo.


La risposta degli apparati del governo degli Stati Uniti è stata invece l'arresto dei cinque, avvenuto il 12 settembre del 1998. In tal modo si è contravvenuto all'obbligo, internazionalmente stabilito, di una leale cooperazione nella lotta al fenomeno terroristico.


Siamo convinti che non esistano un terrorismo buono e uno cattivo e che stroncare tale fenomeno, che costituisce una grave minaccia alla convivenza civile, costituisca oggi un obbligo per tutti gli Stati e tutti i cittadini del mondo.


Siamo del pari convinti che le relazioni tra Cuba e Stati Uniti debbano superare, a cinquant'anni dalla rivoluzione cubana, lo stadio dei provvedimenti punitivi e incamminarsi finalmente sulla strada del reciproco riconoscimento e del dialogo costruttivo.


Per questi motivi chiediamo che le autorità del governo degli Stati Uniti d'America vogliano concedere, tramite idonei provvedimenti di grazia, la libertà immediata ai cinque agenti cubani colpevoli solo di aver difeso il proprio Paese e l'umanità intera contro il terrorismo.








To the President of the United States of America, Barack Obama


To the Congress of the United States of America





We express our consternation for the fact that five Cuban citizens Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez and René Gonzalez continue being detained for more than eleven years in the United States, and for the refusal to concede the visa to their wives in order to permit a visit to them.


The facts do not, upon analysis, offer a legal basis for the most serious accusations made: conspiracy to commit murder (charged to Gerardo Hernandez only) and espionage (charged to all five). As for the first charge) there is no causal link between Hernandez' behavior and the decision of Cuba, as a sovereign power, to defend itself by shooting down the two aircraft belonging to an exile organization which had clandestinely invaded Cuban air space. As for the second charge, an accusation of espionage cannot ignore the real nature of the five agents' activity in Florida or the fact that none of the documents they had in their possession were classified as secret.


In fact, the five agents were not in the United States to obtain secret information regarding the security of the U.S., but rather to obtain information about the terrorist activities that have been conducted against Cuba over the years. These activities have caused over three thousand deaths, an untold number of mutilations and economic damage of considerable entity. The information that the five agents gathered was loyally transmitted by the Cuban government to U.S. authorities and anti-terrorism agencies.


The only response of the U.S. Government was to arrest the five agents on September 12th 1998. In that way the international obligation to cooperate in combating terrorist activities has been disattended.


We believe that there is no such thing as "good terrorism" and "bad terrorism"; any form of terrorism is a serious threat to civil society andmust be wiped out. States as well as ordinary citizens everywhere have the obligation to contribute to its elimination.


We also believe that the relations between Cuba and the United States, fifty years after the Cuban revolution, must move beyond the present stage of punitive measures and move forward along the road to reciprocal recognition and constructive dialogue.


For these reasons we ask the U.S. Government to grant full pardon and immediate liberty to the five Cuban agents, guilty only of having sought to defend their home country and humanity everywhere against terrorists.