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Dichiarazione su Gaza della IADL
Redazione 26 ottobre 2012 7:29

Dal 24 al 28 settembre 2012 l’Associazione internazionale dei giuristi democratici (IADL), organizzazione non governativa di giuristi progressisti di tutto il mondo, dotata di status consultivo nel Consiglio economico sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) ha tenuto la riunione del suo Bureau a Gaza, Palestina occupata. Siamo venuti a mostrare la nostra solidarietà con il popolo palestinese e la sua causa e a levare le nostre voci per affermare i diritti fondamentali del popolo palestinese all’autodeterminazione e la necessità della fine dell’occupazione e del blocco illegali della Striscia di Gaza.

IADL si è incontrata con il Consiglio dell’Ordine degli avvocati palestinesi, la rete palestinese delle organizzazioni non governative (PNGO), le organizzazioni dei diritti umani, le organizzazioni per i diritti delle donne, i partiti politici palestinesi e funzionari del governo. Abbiamo incontrato il primo ministro e il ministro della giustizia. Abbiamo svolto dibattiti con i rappresentanti di tutti i partiti politici e le vittime delle violazioni dei diritti umani. Mediante tali avvenimenti ed incontri IADL è stata in grado di raccogliere informazioni di primo mano sulla situazione esistente nei territori palestinesi occupati, e in particolare nella Striscia di Gaza.

La lotta del popolo palestinese è una giusta lotta che IADL si impegna a sostenere.

Pertanto dichiariamo:



Autodeterminazione e fine dell’occupazione

Affermiamo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione, indipendenza e sovranità statale, ivi comprese la realizzazione e protezione dei suoi diritti inalienabili. L’autodeterminazione è un diritto fondamentale di tutti i popoli racchiuso nell’art. 1 della Carta delle Nazioni Unite, nel Patto internazionale sui diritti civili e politici e in quello sui diritti economici, sociali e culturali.

Affermiamo l’illegalità dell’occupazione bellica israeliana e sosteniamo il diritto dei Palestinesi all’integrità territoriale e la fine dell’occupazione.

IADL chiede l’immediata fine dell’occupazione.


Fine dell’impunità per i crimini

Condanniamo l’illegale occupazione israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza gli atti illegali di aggressione, ivi compreso il blocco di Gaza, come pure i numerosi crimini di guerra e contro l’umanità. Condanniamo le violazioni israeliane del diritto internazionale umanitario e del diritto dei diritti umani fondamentali.

Condanniamo tutti gli atti di aggressione contro il popolo palestinese, ivi compresi gli omicidi mirati di civili.

Affermiamo che la comunità internazionale ha la responsabilità di porre fine all’impunità di cui attualmente usufruisce Israele, a causa del forte sostegno degli Stati Uniti.

Affermiamo il diritto di sollevare casi giudiziari contro riconosciuti autori di crimini di guerra ai sensi del principio della giurisdizione universale.

IADL rivolge un appello alle Nazioni Unite per l’immediata applicazione delle raccomandazioni contenute nel Rapporto Goldstone.

Il mantenimento di una cultura dell’impunità costituisce una minaccia per il diritto internazionale e la pace mondiale.


Liberazione dei prigionieri palestinesi e fine delle torture

IADL condanna il fatto che migliaia di Palestinesi rimangano nelle carceri israeliane. Molti sono trattenuti senza accuse in base a un ingiusto regime di detenzione amministrativa.

Circa ottomila bambini palestinesi sono stati arrestati dal 2000. L’arresto arbitrario e i maltrattamenti di bambini sono in chiara violazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, come pure lo è la separazione dei bambini dalle loro famiglie.

Due sistemi giudiziari differenti portano a condanne più dure nei confronti dei bambini palestinesi rispetto a quelli israeliani, ricordando le pratiche dell’ apartheid in Sudafrica.

IADL ha ascoltato numerose denunce di torture di trattamenti crudeli, disumani e degradanti subiti da prigionieri palestinesi e sul diniego di visite familiari da parte delle autorità israeliane- Molti prigionieri hanno iniziato scioperi della fame per protestare contro tali situazioni.

La Convenzione contro la tortura vieta tali pratiche e tutti coloro che ordinano o praticano la tortura devono essere chiamati a risponderne.

Chiediamo l’immediato rilascio senza condizioni di tutti i palestinesi tenuti prigionieri nelle galere israeliane e la fine dell’impunità per chi tortura questi prigionieri.

Violazione dei diritti umani e punizioni collettive

Il blocco della Striscia di Gaza impedisce al suo popolo il godimento dei suoi diritti fondamentali ad adeguate abitazioni, salute, educazione, lavoro, acqua, sviluppo ed ambiente sano.

La vita e l’acqua sono collegate in modo inestricabile. Le politiche di Israele impediscono al popolo palestinese di accedere a tale risorsa essenziale, dato che il blocco impedisce il trattamento delle acque reflue e la messa in opera di impianti di desalinizzazione. Tale situazione costituisce una minaccia diretta per l’esistenza della popolazione di Gaza, dato che l’acquedotto, principale fonte di acqua, sarà danneggiato in modo irreparabile a partire dal 2016 a meno non vengano adottate misure immediate.

Il blocco israeliano di Gaza limita severamente la disponibilità di cibo, carburante, elettricità e materiali di costruzione, nonché di numerosi altri beni. Il blocco costituisce una diretta minaccia alla sopravvivenza e alla sicurezza del popolo di Gaza. Limitazioni della libertà di movimento per lavoro hanno causato un alto livello di disoccupazione che conduce alla povertà e alla malnutrizione generalizzata.

Le limitazioni nell’accesso ai terreni agricoli e alle acque pescose, imposte con arresti arbitrari e l’uso della forza, aggravano i già elevati livelli di povertà.

A giudizio di IADL il diritto alla pace sarà raggiunto solo una volta che saranno realizzati tutti i diritti umani in un ambiente libero da guerra, minacce ed aggressione. Il blocco illegale da parte di Israele rende impossibile il raggiungimento del diritto alla pace, in violazione del principale scopo e principio della Carta delle Nazioni Unite.

L’azione israeliana non solo costituisce una punizione collettiva illegale dell’intera popolazione della Striscia di Gaza, ma rappresenta un presupposto del genocidio e si traduce in crimini contro l’umanità e crimini di guerra.

Ad Israele, nella sua qualità di Potenza occupante, non chiediamo solo di porre termine a queste violazioni dei diritti umani ma anche di assicurare che tutti i diritti umani siano protetti e rispettati.


Complicità della comunità internazionale nei crimini di guerra israeliani

L’incapacità della comunità internazionale di chiedere conto ad Israele dei suoi crimini contro il popolo palestinese la rende complice di tali azioni.

IADL, qualora la Corte penale internazionale insista nel suo rifiuto di agire sul caso palestinese e il Consiglio di sicurezza non agisca per chiedere conto ad Israele delle sue azioni, chiama i popoli della terra a chiedere all’Assemblea generale delle Nazioni Unite di agire ai sensi dell’art. 22 della Carta delle Nazioni Unite per istituire un organismo sussidiario per indagare e perseguire tali crimini.

IADL condanna in modo particolare l’ostruzionismo da parte degli Stati Uniti nei confronti dell’applicazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza che chiedono ad Israele il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e l’esercizio del veto ogniqualvolta di fronte alle Nazioni Unite pervengano azioni critiche nei confronti di Israele.

IADL appoggia il movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni, per boicottare prodotti e aziende israeliane, come pure le aziende che sostengono l’occupazione, e per sanzionare Israele per i suoi crimini.

Invitiamo con urgenza tutti gli Stati a porre termine ad ogni transazione commerciale relative ad armamenti e tecnologia militare da e per Israele, in conformità ai doveri di carattere generale relativi al disarmo di cui all’art. 26 della Carta delle Nazioni Unite.


IADL conferma e dichiara che lavoreremo fianco a fianco con il popolo palestinese per ottenere la fine dell’occupazione illegale e realizzare il suo diritto all’autodeterminazione


1- Istituendo e contribuendo a coordinare una rete internazionale di giuristi in solidarietà con il popolo palestinese, per affermarne la causa in tutto il mondo, utilizzando tutti gli strumenti legali nazionali ed internazionali disponibili per sfidare l’impunità di Israele e porre fine all’occupazione e blocco illegale e alle violazioni dei diritti umani che ne derivano.



2- Assistendo le associazioni che fanno parte di IADL in tutto il mondo perchè si impegnino a promuovere il boicottaggio economico, culturale ed accademico di Israele, come parte della campagna internazionale per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni.