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Appello Palestina: pace, giustizia, libertà e diritti
Redazione 18 settembre 2014 13:4
L'Associazione Nazionale giuristi democratici ha sottoscritto il sottostante appello in difesa della Palestina

PALESTINA: PACE, GIUSTIZIA, LIBERTA' E DIRITTI

Dal 1980 con il vertice di Venezia, l'Unione Europea sostiene la fine dell'occupazione militare israeliana e indica la strada della soluzione della questione palestinese con la creazione di due popoli due stati, per applicare le risoluzioni 242, 338, 194 delle Nazioni Unite.
Sono passati 34 anni e non solo non si é creato lo Stato di Palestina, ma è cresciuta a dismisura la colonizzazione dei territori occupati militarmente nel 1967.
L'Unione Europea continua a proclamare la necessità dei due popoli e due stati, continua la denuncia delle violazioni dei diritti umani da parte del governo israeliano, considera illegale la costruzione delle colonie, denuncia la violenza dei coloni, non riconosce Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele e continua a sostenere che Gerusalemme Est deve essere la capitale dello Stato di Palestina.
Ma nulla è stato messo in atto per fermare la politica di colonizzazione israeliana. A 66 dalla Nakbaâ e dalla nascita dello stato di Israele, dopo 47 anni di occupazione militare, a venti anni dagli accordi di Oslo, Israele continua nella totale impunità a violare i diritti, a compiere crimini contro la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania.
L'operazione Margine protettivo terminata dopo 51 giorni e che ha visto l'uccisione di 2194 palestinesi, di cui 643 bambini, la distruzione di case, scuole infrastrutture ospedali, non è isolata ma strettamente connessa all'attacco alla terra, alla libertà nella Cisgiordania dove si intensificano gli arresti, le demolizioni di case, i check point e la confisca delle terre palestinesi per fare posto alle colonie.
Noi chiediamo che la Comunità Internazionale agisca per imporre ad Israele il ritiro dai territori occupati palestinesi e, come chiesto dalla Corte Penale Internazionale dell'Aja, lo smantellamento del Muro dell'apartheid e la fine dell'annessione coloniale, indispensabili e irrimandabili condizioni per portare pace, sicurezza e rispetto dei diritti per la Palestina e per Israele.
Il cessate il fuoco tra Hamas e Israele, negoziato al Cairo da tutte le forze politiche dell'Olp oltre ad Hamas con la mediazione dell'Egitto, non ha risolto i problemi perché l'assedio di Gaza non è cessato e la popolazione continua a restare chiusa nella gabbia di Gaza.
Chiediamo al governo italiano e all'Unione Europea di cui l'Italia è alla testa per questo semestre di:
cessare ogni di cooperazione, ricerca, vendita di armi tra le quali gli M346 ad Israele;
sollecitare i paesi terzi affinché non forniscano armi, munizioni ed assistenza militare alle parti in conflitto;
sospendere l'accordo di associazione Ue – Israele, sulla base dell'articolo 2 che prevede la sospensione dell'accordo nel caso il paese contraente violasse i diritti umani;
applicare le linee guida, in riferimento ad Israele, che fanno divieto di avere rapporti politici e commerciali;
con le colonie: nessun prodotto delle colonie deve entrare in Europa, nessuna esportazione deve andare nelle colonie;
accogliere nei propri ospedali i feriti nei bombardamenti israeliani di Gaza;
agire come forza di mediazione per la fine dell'occupazione militare israeliana la colonizzazione dei territori e l'autodeterminazione per il popolo palestinese;
Ci impegniamo:
a sostenere i Comitati popolari per la resistenza popolare nonviolenta contro l'occupazione civile e militare dei territori palestinesi;
a dare voce e sostegno alle persone e ai gruppi che in Israele si battono per la pace e contro l'occupazione militare;
a sostenere la campagna per la libertà di Marwan Barghouthi e dei prigionieri palestinesi;
ad agire per la fine dell'assedio di Gaza e la libertà di movimento di persone e merci nei territori occupati;
a difendere i diritti fondamentali dei lavoratori palestinesi ed immigrati in Israele;
a promuovere interventi civili di pace in Palestina;
a denunciare e condannare ogni azione che metta in pericolo la vita della popolazione civile palestinese ed israeliana;
a fare pressioni sul nostro governo e sulle istituzioni europee affinché¨ Israele non resti impunita per la violazione dei diritti umani e la legalità internazionale;
a sostenere iniziative e campagne contro la commercializzazione in Italia dei prodotti delle colonie e per il disinvestimento nelle imprese insediate nelle colonie o che finanziano l'occupazione dei territori palestinesi.