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La dichiarazione di Bruxelles del 19.04.2014 dell'Associazione internazionale dei giuristi democratici (IADL)
Redazione 9 ottobre 2014 17:52
Pubblichiamo la dichiarazione di Bruxelles del 19.04.2014, all'esito del diciottesimo congresso dell’Associazione internazionale dei giuristi democratici (IADL) svoltosi a Bruxelles dal 15 al 19 aprile 2014, sul tema “Lavorare come avvocati per i diritti della gente”

Dichiarazione di Bruxelles del 19 aprile 2014

1. Il diciottesimo congresso dell’associazione internazionale dei giuristi democratici (IADL) svoltosi a Bruxelles dal 15 al 19 aprile 2014, sul tema “Lavorare come avvocati per i diritti della gente”, ha costituito una dinamica opportunità per oltre cinquecento giuristi, avvocati, studenti e lavoratori del settore giuridico provenienti da 58 Paesi di incontrarsi nell’impegno solidale e lavoro collettivo verso il raggiungimento degli scopi della Carta delle Nazioni Unite.
2. Torniamo a dedicare le nostre competenze ed energie a lavorare per il diritto umano alla pace; per un mondo in cui tutte le persone possano vivere senza paura e con la soddisfazione delle loro necessità in un ambiente sano; dove le guerre, i conflitti, la repressione, la povertà e la fame siano sradicate, permettendo alle persone di vivere con piena dignità. Riaffermiamo che i diritti umani sono universali, indivisibili e supremi e ribadiamo la nostra richiesta di un nuovo ordine economico internazionale democratico finalizzato al soddisfacimento dell'interesse di tutti e non di pochi privilegiati.
3. In questo mondo di crescente disuguaglianza economica, una manciata di persone controlla più ricchezza della metà della popolazione mondiale. Gran parte di questa ricchezza viene dalla distruzione delle risorse naturali che produce il catastrofico cambiamento climatico. In questo ordine economico insostenibile e ingiusto, i lavoratori e le loro famiglie in tutto il mondo fanno fronte alla perdita di posti di lavoro, condizioni di lavoro pericolose, migrazione forzata e molte altre privazioni determinate dal programma neoliberale.
4. L'umanità ha bisogno di una visione alternativa valida. Come giuristi democratici, noi siamo per il diritto all'autodeterminazione dei popoli in conformità con i principi fondamentali del diritto internazionale, e siamo contro le ingiustizie dell’ oppressione, della devastazione ambientale, dell’aggressione e occupazione straniera.

5. Fukushima ha dimostrato che la minaccia del disastro nucleare resta ancora elevata. Più di 60 milioni di bambini, donne e uomini soffrono le condizioni del lavoro precario e forzato, della schiavitù e della tratta di esseri umani. Difensori dei diritti umani sono uccisi impunemente da agenti governativi e squadre di picchiatori aziendali.

6. IADL difende i diritti dei popoli da quasi 70 anni. Dal nostro ultimo Congresso (Hanoi 2009), le sfide si sono intensificate. Allo stesso tempo, ci sono state vittorie importanti grazie alla determinazione dei popoli nel combattere l'ingiustizia. L’ingiustizia economica ha spinto milioni di persone a partecipare al movimento "Occupy", che si è diffuso da Madrid e ha raggiunto Wall Street scuotendola. Gezi Park, a Istanbul, ha dimostrato la resistenza del popolo a brutali forze di polizia che proteggono l’avidità delle imprese. La libertà di espressione e di associazione e il diritto del popolo di conoscere la verità sui cambiamenti climatici sono stati rivendicati nelle aule giudiziarie e nelle strade da coraggiosi difensori dei diritti ambientali dagli attivisti "Arctic 30" di Greenpeace agli agricoltori del delta del Niger.

7. IADL ribadisce ancora una volta il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, indipendenza e sovranità. Chiediamo la fine immediata dell'occupazione illegale israeliana della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, condanniamo l’impunità di cui godono forze israeliane nonostante le loro continue violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Chiediamo il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, e la fine dell'impunità per i loro torturatori.

8. IADL dà il suo pieno sostegno all’iniziativa di boicottaggio internazionale, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro Israele fino a quando tale Stato non si conformi pienamente al diritto internazionale (1) ponendo fine all’ occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellando il Muro; (2) riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza; e (3) rispettando, tutelando e promuovendo i diritti dei profughi palestinesi a ritornare nella loro terra come stabilito nella risoluzione 194 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

9. Deploriamo la decisione del regime israeliano, che ha impedito al membro del Bureau dell’IADL, Raji Sourani, Bureau, avvocato difensore dei diritti umani e personalità di fama internazionale di partecipare al nostro Congresso. Opportunamente, il suo discorso alla Sessione plenaria di apertura è stato letto dal collega membro dell'ufficio di presidenza e attivista anti-apartheid Max Boqwana del Sud Africa.

10. IADL torna a ribadire il suo sostegno ai Cinque cubani, ingiustamente arrestati e duramente condannati da un tribunale di Miami nel 2001 per aver tentato di prevenire atti di terrorismo contro la loro patria. IADL ha contribuito allo svolgimento a Londra, nel marzo 2014, della Commissione internazionale d'inchiesta sul caso. che ha ravvisato l’esistenza di numerose irregolarità procedurali e ha chiesto sia loro concessa grazia incondizionata.

11. IADL ribadisce ulteriormente il suo sostegno incondizionato per il diritto dei popoli del Sahara Occidentale e di Puerto Rico all'autodeterminazione.

Commissioni del Congresso
12. Le dieci Commissioni del Congresso di Bruxelles hanno permesso a giuristi con differenti aree di competenza di scambiare esperienze, discutere strategie e formulare programmi volti a combattere le violazioni dei diritti umani e ad affrontare problemi urgenti che l’umanità si trova di fronte, in tutto il pianeta come pure nelle rispettive regioni e Paesi. I più rilevanti risultati e proposte delle dieci Commissioni sono esposti di seguito.
1. La pace e la crisi del diritto internazionale
(a) Tutti i popoli hanno diritto a vivere in pace, proclamato dalla Carta delle Nazioni Unite, racchiuso nell’art. 9 della Costituzione giapponese e riaffermato dalle Corti e Costituzioni di vari Paesi, fra cui il Costarica. La pace potrà prevalere solo mediante l’operato del popolo e dei giuristi del popolo.
(b) Il diritto alla pace non consiste solo nell’assenza di guerra. Implica libertà dal bisogno, libertà dall’oppressione e libertà dalla minaccia di aggressione. Riguarda ogni aspetto delle nostre vite ed è violato da conflitti armati in Siria, Ucraina, Iraq, Afghanistan, Repubblica centroafricana, Repubblica democratica del Congo e innumerevoli altre parti del mondo. IADL si adopera al fine di eliminare il tragico commercio degli armamenti, incluse le armi leggere.
(c) Il diritto alla pace viene violato destinando 3 miliardi di dollari in eserciti ed armamenti solo nel 2009, invece di spendere i 600 milioni di dollari richiesti dagli Obiettivi di sviluppo del Millennio. E’ violato, se si tiene presente che il pianeta produce abbastanza cibo per tutti ma milioni sono malnutriti o muoiono di fame mentre, in alcuni Paesi, un pollo può costare come un AK-47.
(d) Il diritto internazionale dei diritti umani non è solo affare degli Stati, ma deve realizzare gli interessi di tutti i popoli amanti della pace.
(e) La realizzazione a livello nazionale del diritto internazionale richiede strumenti internazionali più forti ed organismi in grado di “salvare le generazioni future dal flagello della guerra, ad esempio:
i. Convocando una conferenza per la creazione di una Zona di Pace nel Pacifico nordoccidentale;
ii. Chiedendo risarcimenti per le vittime civili in Afghanistan ed Iraq;
iii. Chiedendo trasparenza ai governi sulle conseguenze dei conflitti;
iv. Mettendo in piedi un controvertice in occasione del prossimo Vertice NATO di Cardiff;
v. Richiamando e riaffermando l’illegalità delle armi nucleari;
(f) IADL denuncia i blocchi in atto contro Cuba, Iran, Siria e Gaza quali serie violazioni del diritto internazionale;
(g) IADL dà il suo pieno sostegno al National Democratic Front nella sua iniziativa per una pace autentica e l’autodeterminazione nelle Filippine.
2. Giustizia democratica per i popoli, indipendenza del potere giudiziario e protezione degli avvocati

(h) IADL condanna le persecuzioni ai danni dei difensori dei diritti umani ovunque: e in particolare in Colombia, Turchia, Perù, Filippine e nel Paese Basco. Rivolgiamo un appello ai giuristi del popolo a provvedere ovunque sostegno e solidarietà per le violazioni dei diritti umani e ci impegniamo
i. a lottare per l’eliminazione dell’impunità per le violazioni dei diritti umani

ii. a partecipare e sostenere la Caravana Internacional de Juristas (Colombian Caravana) con una delegazione internazionale che si recherà in Colombia nell’agosto 2014;
iii. a chiedere la fine della persecuzione politica di avvocati e difensori dei diritti umani in Perù e l’ottenimento del rispetto per i diritti umani fondamentali ai sensi della Costituzione e delle leggi peruviane e degli impegni internazionali assunti da tale Paese.
(i) IADL condanna la negazione dell’accesso alla giustizia in tutte le sue forme, compresi i crescenti attacchi dei governi ai sistemi di aiuto legale e i tentativi di privatizzare il diritto all’aiuto legale. Inoltre riaffermiamo che:
i. Il diritto alla difesa legale è un diritto fondamentale e deve garantire la massima protezione: ogni imputato/a ha diritto a un avvocato di sua scelta e il diritto alla riunione confidenziale fin dal momento dell’arresto;
ii. La fornitura dell’assistenza legale ai detenuti non deve mai essere usata come base per la presunzione di colpevolezza e nessun avvocato/a deve mai essere identificato con le cause dei suoi client;
iii. Condanniamo le accuse prefabbricate e la persecuzione dei difensori dei diritti umani;

iv. Non può esservi giustizia nelle “corti segrete” e ci opponiamo ai tribunal speciali contro i dissidenti politici;

v. IADL dovrebbe raccogliere informazioni sugli attacchi agli avvocati e agli operatori del diritto e diffondere ogni anno un rapporto su questa minaccia esiziale allo Stato di diritto.

vi. IADL dovrebbe istituire un progetto per il recupero dell’esperienza storica degli avvocati del popolo, segnalando successi significativi come pure la repression dei governi e le sue vittime.

vii. IADL dovrebbe organizzare una conferenza internazionale interdisciplinare per approfondire il tema dei tribunali popolari locali.
3. I diritti del lavoro e sindacali nella tempesta neoliberale
(a) IADL deplora la tendenza globale alla precarizzazione del lavoro. I lavoratori precari vivono in un mondo di vuote promesse e liste d’attesa permanenti, dove “contratti ad interim giornalieri” possono durare per dieci anni, privando i lavoratori di ogni protezione significativa;
(b) Il lavoro precario è come una corsa verso il fondo caratterizzata da un totale insicurezza dell’impiego in un mondo ossessionato dal profitto e focalizzata sull’ulteriore riduzione di salari già bassi e l’ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro;
(c) La precarietà ha un effetto devastante sulla salute, la sicurezza e la qualità della vita dei singoli lavoratori e sulla società che li comprende;
(d) Gli avvocati del popolo lottano per i diritti dei lavoratori alla libertà di associazione e di espressione, a fondare sindacati ed aderirvi e svolgere contrattazioni collettive. IADL condanna le liste nere e gli attacchi al diritto di sciopero;
(e) IADL condanna in modo particolare la violazione da parte della Colombia del proprio obbligo di proteggere i sindacalisti: sono ben 2875 i sindacalisti assassinati in Colombia negli anni recenti, di cui 26 solo nel 2013. Gli avvocati del popolo che difendono i lavoratori colombiani sono stati a loro volta assassinati e affrontano ogni giorno minacce alla propria vita;
(f) La precarietà uccide: in Qatar ogni giorno vengono uccisi due lavoratori in incidenti sul lavoro o per lo stress relativo al lavoro, lavorando per subcontraenti di imprese transnazionali;
(g) Gli avvocati del popolo si battono per:
i. Uguale paga per uguale lavoro;
ii. Diritti per i dipendenti fin dal primo giorno di lavoro;
iii. Autentica libertà di associazione e autentici diritti di negoziazione collettiva;
iv. Affermare la responsabilità delle transnazionali attraverso la catena globale delle forniture;
v. Maggiore riconoscimento degli accordi internazionali in material di diritti del lavoro nei tribunali domestici;
vi. Maggiore ricorso a Comitati e Corti internazionali ai sensi delle Convenzioni internazionali in materia del diritto del lavoro, spesso misconosciute e scarsamente utilizzate dai sindacati e dai loro legali;
vii. Criminalizzazione delle violazioni massicce dei diritti dei lavoratori, specialmente con la complicità di Stati e transnazionali come in Qatar eColombia;
viii. Identificare e denunciare le imprese che violano i diritti;
ix. Negoziare tutele legalmente agibili dei lavoratori nei contratti e protocolli.;

4. Diritti dei migranti e lotta al razzismo

(a) IADL condanna le politiche statali e regionali che, fra il 2000 e il 2013, hanno trasformato il Mediterraneo in un Mare di Morte per oltre 23.000 persone in fuga da persecuzioni e privazioni;
(b) I giuristi democratici promuovono vertenze legali in Francia, Italia, Spagna e Belgio contro le politiche della “Fortezza Europa” e mettono in causa la responsabilità di agenzie come Frontex. Simili azioni volte a proteggere i migranti vengono intraprese negli USA e in Canada;
(c) IADL sostiene il diritto d’asilo per tutte le donne vittime della violenza, comprese le mutilazioni genitali, e condanna ogni indebolimento di tale diritto, come avviene in Belgio. Sono necessari servizi per l’accoglienza ai migranti, ad esempio per fornire competenze linguistiche e per assistere le vittime della violenza domestica;
(d) IADL reclama il diritto dei bambini di essere ascoltati nei casi relativi al diritto d’asilo, ai sensi dell’Articolo 12 della Convenzione sui diritti del fanciullo;
(e) IADL approva la decisione della Corte europea di giustizia nel caso Ruiz Zambrano, che ha attribuito ai genitori privi di documenti di un minore di nazionalità belga di rimanere nel Paese;



(f) Tutti i governi hanno il dovere di punire l’istigazione all’odio razziale (hate speech).
(g) IADL condanna ogni razzismo e ogni propaganda razzista, compreso il caso del Giappone, dove le persone di origine coreana sono state trattate come stranieri anche dopo avervi risieduto per quattro generazioni.

5. Diritto a resistere, protestare ed organizzarsi
(a) I membri della IADL provenienti da diversi Paesi, tra i quali, le Filippine, il Paese Basco, il Perù, l’ India, la Colombia, il Belgio, gli USA, hanno presentato chiare testimonianze sul fatto che in ogni parte del mondo i governi sono attivi per reprimere i movimenti politici e sociali e i loro avvocati.
(b) IADL riafferma il suo sostegno al diritto di autodeterminazione e contro la tirannia, per il rispetto di fondamentali diritti di espressione ed associazione e la lotta per un ambiente sano.
(c) Come avvocati del popolo:
a. Riaffermiamo la necessità per i cittadini di sovraintendere all’amministrazione della giustizia e della polizia e condanniamo la violenza della polizia e le denunce ai danni delle vittime della polizia per coprirne l’operato;
b. Chiediamo la fine dell’impunità per i militari e funzionari di polizia;
c. Deploriamo il grande sviluppo di modelli di sorveglianza statale tipo “Big Brother”, quali la National Security Agency degli Stati Uniti;
d. Riaffermiamo il diritto alla privacy, alla libertà di espressione e quello alla resistenza, in particolare nella sfera digitale. Salutiamo i whistleblowers come Chelsea Manning e Edward Snowden per il loro legittimo uso del diritto di resistenza;
e. Condanniamo l’aumento del ricorso a sanzioni penali extragiudiziali, multe immediate e criminalizzazione dei diritti di associazione e riunione, specialmente dei giovani, colpiti per il solo fatto di incontrarsi;
f. Proponiamo di creare una commissione per le risposte d’emergenza all’interno di IADL per far fronte a situazioni di eccezione e promuovere campagne ad hoc;
g. Riaffermiamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli e il diritto a ribellarsi contro la tirannia; in particolare affermiamo il diritto del popolo alla lotta armata nelle Filippine;
h. Sottolineiamo che la criminalizzazione degli attivisti politici è particolarmente inaccettabile quando rappresentano dei movimenti sociali;
i. Domandiamo che il governo delle Filippine ponga fine alla persecuzione giudiziaria degli attivisti, in particolare Benito e Wilma Tiamzon Austria;
j. Domandiamo che il PKK sia rimosso dalla lista delle organizzazioni terroriste nell’Unione europea, in modo tale da promuovere una soluzione pacifica del conflitto turco e porre fine alla criminalizzazione del PKK e della diaspora kurda in tutta Europa;
k. Insistiamo sulla necessità che agli avvocati di Abdullah Ocalan, attualmente detenuto, sia consentito di riunirsi con lui;
l. Chiediamo la fine della presenza militare statunitense nella regione Asia e Pacifico;
m. Denunciamo le minacce israeliane contro il diritto all’autodeterminazione del popolo siriano;
n. Sosteniamo il diritto del popolo libanese a resistere all’aggressione ed oppressione israeliana.

6. La crisi, il debito e il Nuovo ordine economico internazionale

(a) IADL condanna l’uso del debito come arma delle istituzioni finanziarie internazionali per mantenere e confermare le diseguaglianze economiche esistenti fra Paesi sviluppati e in via di sviluppo. L’esperienza greca rivela come il mondo finanziario internazionale si avvalga di ogni mezzo, comprese cifre false e sopravvalutazione del tasso di crescita nazionale, per gonfiare la “capacità debitoria” di un Paese. I debito sono una strategia di sopravvivenza dell’ordine economico e politico esistente;
(b) Tale ordine economico non è stato stabilito nell’ambito delle Nazioni Unite, ma a Bretton Woods. I diritti proclamati dalla Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti umani e i Patti del 1966 non prevedono diritti economici reali e potere economico. Senza potere economico non vi è potere politico reale;
(c) Spesso i prestiti sono imposti ai Paesi senza tenere conto delle loro conseguenze. In Togo, ad esempio, neanche un alleggerimento del debito pari a 85% acquisisce significato per lo sviluppo del Paese e i suoi abitanti. In Ecuador il debito accumulato viola fondamentali principi di diritto interno, diritti umani e diritto ambientale, così come norme ed accordi internazionali;

(d) Ai governi va chiesto di informare attivamente i loro popoli sulle spese militare e di motivarle;

(e) La crisi del debito comporta perdita di sovranità per quasi tutti gli Stati:



La IADL deve agire per:
(f) Accrescere la consapevolezza popolare del carattere reale dei debiti pubblici, ad esempio promuovendo la possibilità dei Paesi di effettuare l’audit del debito pubblico. Vanno studiati gli esempi di Paesi come Islanda, Argentina ed Ecuador;
(g) Promuovere trasparenza e responsabilità pubblica da parte dei governi in ordine ai rispettivi bilanci nazionali, specialmente per quel che riguarda le spese militari;
(h) Redigere un piano d’azione per sostituire le attuali istituzioni finanziarie internazionali e le strutture finanziarie ed economiche verticali, quali il NAFTA e l’Unione europea con altre forme di cooperazione internazionali nel quadro delle Nazioni Unite.

7. Impunità e giustizia criminale internazionale
(a) La “responsibility to protect” crea double standards nell’uso della forza militare per proteggere i civili. Spesso viola i fondamenti della Carta delle Nazioni Unite. Due pesi e due misure sono utilizzati anche nella selezione delle indagini e delle accuse da promuovere di fronte alla Corte penale internazionale; ancora bisogna vedere se e quando tale Corte punirà il crimine di aggressione;
(b) Sollecitiamo gli Stati ad indagare e perseguire crimini di guerra e contro l’umanità mediante il ricorso alla giurisdizione nazionale nel caso in cui la CPI o i sistemi nazionali direttamente competenti non possano o non vogliano occuparsene;
(c) Il tribunale sulla Cambogia rivela che, sebbene il concetto che sta dietro alla creazione di corti ibride potrebbe essere buone, di tali corti si può anche abusare come strumento dei governi per conseguire finalità politiche;
(d) Non ci devono essere immunità che proteggano le organizzazioni internazionali dalle azioni a tutela dei diritti umani, quale ad esempio quella intentata dalle vittime del colera di Haiti contro le Nazioni Unite;
(e) Tolleranza zero per i crimini perpetrati dalle industrie estrattive, in collaborazione con gruppi paramilitari contro i diritti ambientali ed indigeni nelle Filippine. C’è urgente necessità di un tribunale internazionale in questa regione. IADL deve sostenere iniziative volte a porre fine all’impunità lottando per l’eguaglianza e l’equità, mettendo a punto una strategia contenziosa in grado di mettere le società multinazionali di fronte alla responsabilità per la violazione dei diritti umani da parte loro;
(f) Fare gli avvocati per il popolo deve essere un’attività creative, caratterizzato dal lancio di procedure simultanee nei vari Paesi. Promuovere una causa in un terzo Paese può migliorare l’accesso alle informazioni, più difficile da ottenere nei sistemi di civil law che in quelli di common law. Gli avvocati del popolo dovrebbero scambiare strategie ed esperienze al fine di proteggere i diritti de popoli contro le imprese multinazionali;
(g) IADL plaude all’Accordo sulla sicurezza del lavoro e contro gli incendi raggiunto in Bangladesh. In quanto contratto vincolante fra ditte fornitrici di marchi, appaltatori e sindacati bangladeshi e internazionali, esso provvede una strada per colmare lacune mortali nell’applicazione dei diritti dei lavoratori. Sosteniamo quadri legali vincolanti per rendere tutte le società responsabili a livello internazionale.
(h) Il governo delle Filippine deve rispondere dei suoi crimini contro l’umanità, commessi contro il popolo delle Filippine
(i) IADL chiede un’indagine sui massacri e gli altri gravi crimini commessi in Indonesia fra il 1968 e il 1975, nonché sul coinvolgimento dell’Occidente e del Giappone in tali crimini.

8. Svolgere la professione legale per promuovere e difendere i diritti della gente
(a) Gli avvocati del popolo non sono “neutrali”; dobbiamo riconoscere come neanche la legge sia una forza neutrale nella società, La legge riflette gli interessi di classe prevalenti in una data società. Pertanto non siamo guidati da un puro sentimento di carità ma da chiare intenzioni politiche ed ideologiche volte a lottare contro l’ingiustizia in tutte le sue forme ed aiutare il cambiamento della società.
(b) IADL sfida lo status quo: nei campi per difendere i diritti dei contadini sulla terra che coltivano; nelle fabbriche e negli uffici per i lavoratori in lotta per condizioni di lavoro e salariali eque; nei tribunali per i popoli indigeni che affermano i loro diritti alle proprietà ancestrali; nelle giungle d’asfalto urbane dove gli attivisti lottano per la libertà d’espressione; e per i migranti che resistono alle discriminazioni in Paesi stranieri. Difendiamo i difensori dei diritti umani che sono vilipesi, demonizzati, discriminati, etichettati come “terroristi” e sottoposti a violenti attacchi e perfino assassinati.

(c) I membri della IADL, in quanto avvocati del popolo, devono:
i. Intervenire per difendere i diritti fondamentali della gente, in particolare in zone o Paesi di conflitto, e per promuovere processi di pace fra i vari gruppi combattenti e i vari Stati;
ii. Condannare ogni grave violazione dei diritti umani, comprese le uccisioni extragiudiziali, e promuovere la protezione dei difensori dei diritti umani in Brasile, nelle Filippine ed ovunque sia necessario;
iii. Chiedere protezione e difesa degli avvocati in pericolo e degli altri difensori dei diritti umani – sindacalisti, difensori dei diritti ambientali, giornalisti, lavoratori di ONG, persone impegnate in campagne per i diritti dei popoli indigeni, ecc.
iv. Spingere le associazioni degli avvocati a operare pressioni su governi contro ogni sostegno dato ai regimi repressive (ad esempio vendendo armi);
v. Istituire un comitato per l’azione urgente per mobilitarsi contro le cosiddette leggi antiterrorismo ed altre nuove leggi repressive negli Stati Uniti ed in altri Paesi;
vi. Denunciare i tentativi di governi e multinazionali di impedire l’esercizio dei diritti umani, ad es. mediante azioni giudiziarie intimidatorie o montature penali contro gli avvocati;
vii. Promuovere la protezione ambientale come mezzo per proteggere e promuovere i diritti di tutti. I diritti ambientali sono diritti umani, che riguardano in modo particolare i poveri e coloro che vivono in aree vulnerabili o devastate;
viii. Formare un gruppo permanente internazionale di osservatori ai processi, che si recherà rapidamente nei Paesi, studierà i casi, farà sentire la propria presenza, non solo a livello internazionale ma anche regionale.

9. Il diritto umano a un ambiente sano e pulito
(a) Le ricerche di Global Witness hanno rivelato che ogni settimana due difensori dei diritti ambientali sono assassinate dai governi e dalle squadre della morte organizzate dal potere economico. Le comunità indigene, dal Circolo polare artico al Bacino amazzonico sono di fronte alla distruzione genocida del proprio habitat, delle proprie culture e delle loro stesse vite in nome del profitto. Gli avvocati del popolo devono operare creativamente per proteggere i difensori ambientali e le comunità in pericolo.
(b) Possono fare parte delle iniziative legali volte a promuovere i diritti della gente le azioni delle Procure, come dimostrato dal Procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, che ha perseguito con successo Eternit, la multinazionale dell’amianto.
(c) IADL deve saper gestire il potere dei social media e il coraggio dei whistleblowers. Laddove le corti rifiutino di ordinare alle imprese multinazionali di applicare misure precauzionali, le organizzazioni della società civile possono rivolgersi ai dipendenti per ottenere informazione e contribuire ad imporre il risarcimento da parte degli inquinatori. Greenpeace ed altri possono assistere gli avvocati del popolo a utilizzare in modo adeguato le prove ottenute dai whistleblowers.
(d) IADL condanna le bugie e la propaganda dei grandi produttori di carbone, speicalmente Chevron in Ecuador, Shell nel Delta del Niger, Shell e Gazprom nell’Artico, BP nel Golfo del Messico. Ci congratuliamo con quegli avvocati del popolo che hanno già sfidato queste multinazionali in Nigeria, Paesi Bassi, Russia ed altrove, e sottolineiamo la necessità per un numero ancora maggiore di avvocati del popolo di salvare il nostro ambiente.
(e) IADL chiede l’istituzione di un Difensore Civico internazionale per proteggere I diritti dei bambini e delle generazioni future e chiediamo la codificazione del diritto a un ambiente sano e pulito in ogni giurisdizione. I diritti ambientali sono diritti alla vita nel senso più stretto. Per citare Kumi Naidoo, “non ci sono diritti su di un pianeta morto”.
(f) I membri della IADL dovrebbero redigere memorie di amicus curiae per sostenersi a vicenda nel lavoro a difesa dei diritti umani nel mondo.
(g) Dovrebbero essere revocati gli Statuti delle società che violano i diritti ambientali dato che agiscono contro l’interesse del popolo che le ha autorizzate ad operare.
(h) Il potere giudiziario ha l’obbligo di assicurare il rispetto da parte delle aziende del diritto a un ambiente sano. In India, questo intervento giurisprudenziale ha prodotto il Green Tribunal Act che ha creato una corte ambientale. Ovunque i giudici devono imporre alle multinazionali di comportarsi con la debita diligenza, valutare i rischi per l’ambiente e attenuarli.
(i) Gli avvocati del popolo svolgono un ruolo fondamentale nell’applicazione del principio di precauzione, nel far pagare gli inquinatori e nel neutralizzare le azioni giudiziarie intimidatorie.

(j) IADL condanna la criminale negligenza del governo filippino nella sua inadeguata risposta al disastro ambientale inflitto dal supertifone Haiyan (Yolanda).
10. La lotta per l’eguaglianza di genere e contro la discriminazione
(a) IADL denuncia il fatto che ovunque continua la violenza contro le donne, assumendo forme che vanno dalla schiavitù sessuale nei conflitti armati alla violenza fisica, all’abuso sessuale e psicologico, fino alla discriminazione economica e sociale. Tutte queste forme di violenza derivano dall’ideologia patriarcale.
(b) IADL si oppone ad ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
(c) IADL invita le sue associazioni membre a denunciare le situazioni pericolose delle donne migranti, donne indigene, donne di coloro e donne vittime di schiavitù e lavoro sessuale; e domandiamo che:
i. Gli Stati compiano con diligenza adeguata i loro obblighi di prevenzione, protezione, persecuzione e risarcimento ai sensi delle convenzioni internazionali vigenti;
ii. Vanno realizzate politiche di prevenzione per contrastare fin dall’infanzia l’insorgere di pregiudizi e stereotipi;
iii. Gli Stati devono risarcire le donne vittime dei conflitti armati;
iv. Liberazione di tutte le donne avvocato che sono prigioniere politiche;
v. Il diritto di ogni donna a identità e cittadinanza;
vi. Porre termine a tutti gli usi genocidi delle tecnologie riproduttive;
vii. Libero accesso alla giustizia per tutte le donne vittime della violenza;
viii. Uguaglianza salariale ed autonomia fiscal per tutte le donne;
ix. Libero accesso alle cure della salute riproduttiva.

CONCLUSIONI
1. Noi della IADL deriviamo il nostro mandato dalle lotte dei popoli per la giustizia; non dai governi, non dalla “legge” e certamente non dalle agende del potere economico. Cooperiamo per porre fine alle ingiustizie commesse contro il popolo dai sistemi economici e sociali oppressivi. L’impegno per il cambiamento della società è un’essenziale componente dell’essere avvocati del popolo. Lavoriamo per cause che riguardano fondamentalmente i movimenti sociali e la società nel suo complesso.

2. La nostra battaglia non è confinata nelle aule dei tribunali. Ci avvaliamo di azioni creative, mobilitando ed utilizzando la forza, unità e militanza del popolo, per suscitare la consapevolezza dell’opinione pubblica su questioni vitali ed organizzarsi su di esse a sostegno dei nostri clienti e dei loro sostenitori.


3. I membri della IADL dedicano le loro capacità ed energie individuali e collettive a servire il popolo e rafforzarne l’autorità e a risolvere gli acuti problemi che il mondo e la sua popolazione si trovano di fronte oggigiorno.

4. La nozione dell’indivisibilità dei diritti umani non costituisce un principio astratto. Coloro che non hanno abbastanza da mangiare non possono esercitare i propri diritti politici in modo significativo. Non si può godere dell’eguaglianza legale senza avere i mezzi per fare causa in un caso determinato,

5. In quanto avvocati del popolo siamo parte della lotta per la trasformazione della società. Scegliamo di servire il popolo e siamo determinati ad ispirare altri a fare lo stesso. Ci facciamo portavoci dei sentimenti del nostro compianto collega, il giudice Romeo Capulong che essere un avvocato del popolo, un giurista democratico, offre ad ognuno “un prezioso percorso di autorealizzazione e un gratificante risultato. Nessun giurista – e nessun essere umano – potrebbe chiedere di più alla vita.