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Carta di Napoli
Redazione 17 ottobre 2017 9:35
Pubblichiamo di seguito la Carta di Napoli, Dichiarazione finale della Prima Conferenza dei giuristi e delle giuriste del Mediterraneo, che si è svolta a Napoli il 7 e 8 ottobre 2017 su iniziativa dei giuristi democratici e con la partecipazione di varie altre associazioni di giuristi (Associazione europea dei giuristi e delle giuriste per la democrazia e i diritti umani nel mondo, Associazione internazionale dei giuristi democratici, Avvocati europei democratici, Associazione studi giuridici immigrazione), del Consiglio Nazionale Forense e del Comune di Napoli. Alla Conferenza, che ha avuto un indiscutibile successo, hanno partecipato giuriste e giuristi di Sahara Occidentale, Algeria, Tunisia, Egitto, Palestina, Libano, Siria, Rojava, Turchia, Grecia, Italia, Francia, Catalogna e Spagna.


Il testo della Carta di Napoli in Italiano, Inglese e Francese.

 

Noi, giuriste e giuristi dei Paesi del Mediterraneo, riunite/i a Napoli nei giorni 7 e 8 ottobre 2017,

•        consapevoli della funzione fondamentale svolta da avvocate ed avvocati, magistrati e altri giuristi, uomini e donne, per la salvaguardia dello Stato di diritto, la promozione e la tutela dei diritti umani e lo sviluppo della democrazia;

•        consapevoli dell’urgente necessità di riaffermare il diritto internazionale, i diritti dei popoli e i principi fondamentali contenuti nella Carta delle Nazioni Unite, nonché le idee e le aspirazioni alla base della lotta antifascista;

•        esprimiamo allarme per il proliferare di attacchi all'indipendenza delle giuriste e dei giuristi, nonché alla loro stessa libertà e incolumità in ragione dell'esercizio delle loro funzioni, come in ultimo accaduto in modo particolare in Egitto e Turchia;

•        esprimiamo preoccupazione per i crescenti ostacoli posti dai singoli Paesi alle attività degli osservatori internazionali dei procedimenti penali, che vedono imputati anche avvocate/i e magistrate/i;

•        esprimiamo allarme per l’estendersi di episodi di odio su base razziale, sessuale e religiosa e per il tentativo, condotto da più parti, di costruire muri piuttosto che ponti di dialogo tra le diverse culture dei popoli affacciati sul Mediterraneo;

•        esprimiamo allarme per il misconoscimento da parte dei Governi dei Paesi affacciati sul Mediterraneo della supremazia degli obblighi internazionali assunti con la ratifica dei Trattati e Convenzioni internazionali per la tutela dei diritti umani, subordinati agli interessi economici e di consenso politico interno;

•        esprimiamo allarme per le crescenti violazioni dei diritti fondamentali di migranti e richiedenti protezione internazionale, trafficati, sfruttati e vittime di tortura da parte della criminalità comune, di quella organizzata e delle forze di sicurezza, fino alla segregazione in centri di detenzione in cui vengono raccolti in condizioni disumane e dove donne e bambini/e sperimentano stupri e violenze inenarrabili;

•        consapevoli che per la piena affermazione dei diritti umani occorre promuovere, sostenere ed auspicare azioni efficaci di contrasto alle gigantesche diseguaglianze economiche strutturali alimentate dalla crescita della finanza e del debito estero;

•        desiderose/i di dare vita ad un sempre più stretto coordinamento tra le giuriste ed i giuristi di tutti i Paesi del Mediterraneo, nel segno dell’affermazione della pace, dell’autodeterminazione, della democrazia e dei diritti e della resistenza contro ogni forma di violazione dei diritti umani, posta in essere da gruppi privati o da istituzioni, per la denuncia di ogni forma di oppressione fascista, razzista, sessista e terrorista.

Dichiariamo pertanto di impegnarci nei prossimi anni sui seguenti temi, fino al conseguimento pieno dei relativi obiettivi, da ottenersi mediante l’applicazione di norme e principi progressivi del diritto internazionale e nazionale:

1.      Autodeterminazione e democrazia

possibilità per tutti i popoli, compresi quelli attualmente ancora assoggettati a dominazione coloniale ed occupazione territoriale, di esprimere liberamente e senza ingerenze esterne la propria volontà e di decidere il proprio destino, realizzando forme di partecipazione democratica dal basso.

2.      Pace

con l’eliminazione degli armamenti nucleari e di distruzione di massa in genere da tutta l’area mediterranea, eliminazione completa delle basi militari straniere e soluzione pacifica dei conflitti secondo i principi e le procedure indicate dalla Carta delle Nazioni Unite. Blocco del commercio e traffico delle armi verso i Paesi in guerra o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani.

3.      Stato di diritto;

garanzie efficaci ed effettive nei confronti di avvocate/i e magistrate/i che permettano loro di esercitare le relative funzioni in autonomia e indipendenza senza dover subire forme di persecuzione da parte di organi statali o bande terroriste e senza alcuna forma di impedimento alla loro attività fondata sul censo, sul genere o sull'orientamento sessuale. Promozione di meccanismi internazionali efficaci per la tutela dei diritti fondamentali e la repressione dei crimini internazionali.

4.      Eliminazione della discriminazione

e della violenza nei confronti di donne e bambine e fine della criminalizzazione delle persone in base all'orientamento sessuale, per sostenere l'attività di avvocate/i, magistrate/i e giuristi per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione di genere, per una lotta comune per il superamento dei pregiudizi storici e per mettere al centro il protagonismo delle donne nella promozione e nella difesa dei diritti di tutti.

5.      Migrazioni

per la piena tutela dei diritti di migranti e richiedenti protezione internazionale e la lotta intransigente contro ogni forma di razzismo, l’apertura di nuovi percorsi di accesso e integrazione verso l’Europa e l’eliminazione dei campi di detenzione amministrativa in cui vengono detenuti in condizioni disumane migranti e richiedenti protezione internazionale, in Paesi come la Libia e non solo, nonché per combattere le cause ultime del fenomeno che risiedono nei conflitti, nelle violazioni dei diritti umani, nel degrado ambientale e climatico e nella crescente povertà.

6.      Tutela ambientale

con la promozione della cooperazione intergovernativa e fra i popoli per difendere i beni dell'umanità e adottare politiche efficaci in campo agricolo, industriale ed energetico  per la difesa della biodiversità e la prevenzione ed il contrasto al degrado ambientale ed al cambiamento climatico.

7.      Lotta alla criminalità organizzata

che si presenta come fortemente integrata nel dominio della finanza, e tutela in tutte le sedi giudiziarie dei diritti delle vittime dei reati.

8.      Difesa dei beni comuni naturali

necessari per il soddisfacimento dei diritti fondamentali; riconoscimento e sviluppo dei beni comuni emergenti (urbani e digitali), quali espressione di autogoverno democratico e di un nuovo diritto.

Magistrate e magistrati, avvocate ed avvocati sono, se esercitano con consapevolezza, responsabilità e dignità le loro importantissime funzioni, difensori dei diritti umani: e ogni attacco condotto nei loro confronti va considerato una minaccia nei confronti dei diritti delle persone che difendono e una compressione delle libertà della popolazione tutta, che mina le basi dello Stato di diritto.

Forti di questo convincimento lanciamo, dalla città di Napoli, l’idea di una segreteria/osservatorio permanente che permetta di coordinare tutte le iniziative a tutela di donne, uomini e LGBTQI che siano impegnati nella difesa dei diritti umani, siano essi magistrati e/o avvocati,, attivisti difensori dei diritti umani e promotori della democrazia e del rispetto dello Stato di diritto nei Paesi dell'area mediterranea.

Ribadiamo in conclusione il nostro impegno incrollabile per fare del Mediterraneo il mare della pace, della democrazia, dell’equità di genere, del dialogo interculturale, della tutela ambientale e della salvaguardia dei diritti umani di ogni genere.

 

ENGLISH

We, jurists of the Mediterranean Countries, gathered in Naples on the 7th and 8th of October 2017:

  • aware of the fundamental role played by attorneys, judges and other jurists, men and women, for the protection of the rule of law, the promotion and protection of human rights and the development of democracy;
  • aware of the urgent need of reasserting international law, the rights of peoples and the fundamental principles enshrined in the United Nations Charter, as well as the ideals and aspirations which formed the very basis of the struggle against Fascism;
  • alarmed by the proliferation of attacks on the independence of attorneys and judges, as well as their own freedom and security due to the exercise of their functions, as demonstrated by the recent, blatant episodes in Egypt and Turkey;
  • concerned about the growing obstacles placed by individual Countries in the international observation of criminal trials, where attorneys and judges become defendants;
  • alarmed by the spread of hate episodes based on racial, religious and sexual differences, and by the attempts made by several actors to build walls rather than bridges of dialogue between the different cultures facing the Mediterranean;
  • alarmed by the disavowal by Mediterranean Governments of all international obligations assumed with the ratification of international treaties and conventions on the protection of human rights, now secondary to economic and political interests;
  • alarmed by the growing violations of the fundamental rights of migrants and persons requesting international protection, trafficked, exploited and tortured by common and organized criminality and security forces, confined in administrative detention camps under inhuman conditions, where women and girls suffer unspeakable acts of rape and violence;
  • aware of the need to promote, support and hope for effective action against the massive, global, economic inequalities deriving from the growth of international finance and foreign debt, which hinder the achievement and fulfillment of human rights;
  • wishing to establish closer co-ordination between jurists in all Mediterranean Countries, in order to affirm peace, self-determination, democracy, fundamental rights and to provide a response to any form of human rights violation practiced by private groups or institutions, in particular all forms of Fascist, racist, terrorist and sexist oppression.

 

We commit ourselves for the time to come to work for the full achievement of Our Goals through the application of all relevant progressive principles and rules of international and national law in the following areas:

  1. Self-determination and democracy: opportunities for all peoples, including those currently subject to colonial domination and territorial occupation, to freely express their will and to decide their destiny, free of external interference and empowered to construct bottom-up democratic participation.
  2. Peace: abolition of weapons of mass destruction – and, in particular, nuclear weapons – from the entire Mediterranean area; complete abolition of foreign military bases and peaceful settlement of conflicts according to the principles and procedures set out in the United Nations Charter; blocking arms trade t with countries in war or responsible for grave human rights violations.
  3. Rule of law: effective safeguards for attorneys and judges, allowing them to exercise their functions without the risk of facing forms of persecution by State organs or terrorist groups and without suffering obstacles to their activity based on wealth, gender or sexual orientation. Promotion of effective international mechanisms for the protection of fundamental rights and the repression of international crimes.
  4. Abolition of any form of discrimination and violence against women and girls and putting a stop to the criminalization of people with different sexual orientations; support of the activity of attorneys, judges and jurists pursuing the eradication of all forms of gender discrimination, for a common struggle to overcome historical prejudices and assert the leadership of women in the promotion and defense of fundamental rights.
  5. Migration: for the full protection of the rights of migrants and persons requesting international protection and the uncompromising struggle against racism, the opening of new access routes to and ways of integration in Europe and the elimination of detention camps where migrants and asylum seekers are being held in several Countries, such as Libya. For a battle against the remote causes of the phenomenon, which are set in conflicts, human rights violations, environmental degradation and growing poverty.
  6. Environmental protection: promotion of co-operation – both intergovernmental and between peoples – to defend the heritage of humanity and adopt effective policies in the agricultural, industrial and energy fields, in order to protect biodiversity and prevent and contrast environmental degradation and climate change.
  7. Struggle against organized crime, which is strongly interconnected

with the power of finance, and judicial protection of the victims.

  1. Defense of natural commons necessary in order to satisfy fundamental rights, and recognition and development of emerging (urban and digital) commons, as an expression of democratic self-government and of a new l legal order,

 

Judges and attorneys are – if they exercise with responsibility, dignity and awareness their key functions – human rights defenders, and every attack against them shall be considered a threat to the rights of the people they defend, and a violation of the freedom of all people, undermining the basis of the Rule of law.

On the basis of these strongly held beliefs, we launch from Naples the idea of a permanent observatory to facilitate the coordination of all initiatives for protecting judges and attorneys, human rights defenders and promoters of democracy and of the rule of law in Mediterranean Countries.

We conclude by reaffirming our firm commitment to make the Mediterranean the sea of peace, democracy, gender equity, intercultural dialogue, environmental protection, and the safeguard of human rights of every kind.

 

Français

Nous, juristes, hommes et femmes, des Pays de la Méditerranée, réuni/es à Naples les 7 et 8 octobre,

  • Conscient(e)s de la fonction fondamentale exercée par les avocat(e)s, magistrat(e)s et autres juristes pour la sauvegarde de l’État de droit, la promotion et la protection des droits humains et le développement de la démocratie;
  • Conscient(e)s de l’urgente nécessité de réaffirmer le droit international, les droits des peuples et les principes fondamentaux contenus dans la Charte des Nations Unies, ainsi que les idées et aspirations qui ont été à la base de la lutte antifasciste ;
  • Alarmé(e)s par la prolifération des atteintes à leur indépendance d’avocat(e)s et magistrat(e)s et même à leur liberté et leur sécurité personnelles, en raison de l’exercice de leurs fonctions, comme cela s'est le plus manifestement produit, dernièrement, en Egypte et en Turquie;
  • Preoccupé(e)s par les obstacles croissants opposés par différents Pays aux missions d’observateurs internationaux aux procès pénaux, où même parfois les inculpé(e)s sont des  avocat(e)s et magistrat(e)s;
  • Alarmé(e)s par l’extension des cas de haine sur une base raciale, réligieuse et/ou sexuelle, et par lzq diverses tentatives de construire des murs et non des ponts pour le dialogue entre les différentes cultures riveraines de la Méditerranée;
  • Alarmé(e)s par la méconnaissance par les gouvernements des Pays riverains de la Méditerranée de la suprématie des obligations internationales contractées par la ratification des traités et conventions internationales pour la protection des droits humains, en les subordonnant aux intérêts économiques et de consentement politique intérieur ;
  • Alarmé(e)s par la violation croissante des droits fondamentaux des migrants et demandeurs de protection internationale, victimes de traffiquants, exploité(e)s et victimes de torture de la part de criminels de droit commun, dont celle organisée par les forces de sécurité, jusqu’à leur ségrégation dans des camps de détention administrative où ils vivent dans des conditions inhumaines et où femmes et enfants souffrent des violences sexuelles et physiques indicibles;
  • Conscient(e)s du fait que, pour la pleine réalisation des droits humains, il faut promouvoir, soutenir et favoriser des actions efficaces pour remédier aux énormes inégalités économiques structurelles alimentées par la croissance de la finance et de la dette extérieure;
  • Désireuses et désireux de construire une coordination toujours plus étroite entre les juristes, femmes et hommes, de tous les Pays de la Méditerranée, pour l’affirmation de la paix, de l’autodétermination, de la démocratie, des droits et de la résistance contre toute forme de violation des droits humains, mise en oeuvre tant par des groupes privés que par des institutions, pour combattre toute forme d’oppression fasciste, raciste, terroriste et sexiste ;
  • Déclarons nous engager, dans les années prochaines, sur les thèmes suivants, jusqu’à en atteindre pleinement les objectifs moyennant l’application des normes et principes progressifs du droit international et des droits nationaux :
  • L'autodétermination et la démocratie, la possibilité pour tous les peuples, y compris ceux actuellement encore assujettis à une domination coloniale et à une occupation territoriale, d' exprimer librement leur volonté et de décider de leur destin, en réalisant des formes de participation démocratiques de bas en haut.
  • La Paix, avec l’élimination des armes nucléaires et de destruction massive en général de toute la région méditerranéenne, l'élimination complète des bases militaires étrangères et la solution pacifique des différends selon les principes et les procédures édictés par la Charte des Nations Unies, l'arrêt du commerce et du trafic des armes vers les Etats qui se trouvent en guerre ou sont responsables de graves violations des droits humains.
  • Un Etat de droit.et des garanties efficaces pour les avocat(e)s et magistrat(e)s qui leur permettent d'exercer leurs fonctions sans devoir subir des formes de persecution par des organes étatiques ou des bandes terroristes et sans aucune sorte d'obstacles à leur activité que ce soit selon le revenu, le genre ou l’orientation sexuelle. Promotion de mecanismes internationaux efficaces pour la protection des droits humain fondamentaux et la répression des crimes internationaux
  • L'élimination de la discrimination et de la violence contre les femmes et les jeunes filles et la cessation de la criminalisation des personnes d’orientation sexuelle différente. Un soutien des activités des avocat(e)s , des magistrat(e)s et des juristes pour l’élimination de toute discrimination contre les femmes, pour une lutte commune pour en finir avec les préjugés historiques et mettre au centre le protagonisme des femmes dans la promotion et la défense des droits de chacun.
  • Une pleine protection des droits des migrants et demandeurs de protection internationale et une lutte intransigeante contre tout racisme, l’ouverture de nouveaux parcours d’accès et d’intégration vers l’Europe et l’élimination des camps d'internement dans lesquels on recueille les migrants et les demandeurs d'asile, dans des pays comme la Libye et autres, et une lutte contre les causes du phénomène, qui résidedans les conflits, dans les violations des droits humains, dans la dégradation environnementale et climatique et dans la pauvreté croissante ;
  • Une protection de l’environnement, avec la promotion de la coopération intergouvernementale et entre les peuples pour défendre les biens communs de l’Humanité et adopter des politiques efficaces dans le domaine agricole, industriel et de l’énergie, pour la défense de la biodiversité et la prévention de la dégradation environnementale et du changement climatique.
  • Une lutte contre la criminalité organisée, fortement intégrée à la domination de la finance, et une protection par toutes les instances judiciaires des victimes du crime.
  • Une défense des biens communs naturels nécessaires pour satisfaire les droits fondamentaux, reconnaissance et développement des biens communes émergents (urbains et digitaux) comme expression de autogouvernement démocratique et d’un droit nouveau.
  • Les magistrates et magistrats, avocates et avocats, sont, s’ils exercent avec conscience, responsabilité et dignité leurs très importantes fonctions, des défenseurs des droits humains; et chaque attaque contre eux constitue une menace contre les droits des personnes qu’ils défendent et contre toute le peuple, et  met en danger les bases mêmes de l’Etat de droit.
  • Forts de cette convinction nous lançons de la ville de Naples, l’idée d’un sécretariat/observatoire permanent qui permette de coordonner toutes les initiatives de protection des femmes, hommes et LGBTQI engagé(e)s dans la défense des droits humains, qu'ils soient magistrat(e)s et avocat(e)s, activistes défenseurs des droits humains ou promoteurs de la démocratie et du respect de l’Etat de droit dans les Pays de la région méditerranéenne.
  • En conclusion nous réaffirmons notre engagement indéfectible pour faire de la Méditerranéenne la mer de la paix, de la démocratie, de l'égalité des genres, du dialogue interculturel, de la protection environnementale et de la sauvegarde des droits humains de touts sortes.