MANAGE
CERCA
Perché votare NO nel referendum costituzionale di ottobre
Redazione 17 marzo 2016 8:36
Il documento è stato elaborato all’interno dell’Associazione Hyperpolis, in vista del referendum costituzionale che verrà indetto nel corrente anno.


"Perché votare NO nel referendum costituzionale di ottobre - per la riconquista dell'autonomia politica ed economica del nostro paese contro la tirannia tecnocratica sovranazionale e dei trattati europei”.

 

Siamo di fronte a una delle più grandi mistificazioni politiche e culturali dalla fine della seconda Guerra mondiale

 

La contro-riforma costituzionale adottata dal governo Renzi, il c.d. DDL Boschi, viene presentata, dal governo e dalla quasi totalità dei media nazionali, come la più importante razionalizzazione delle istituzioni mai realizzata nel nostro paese, dopo decenni di politica degenerata e corrotta, da parte di una classe politica "nuova", giovane e risoluta. In realtà, con questo disegno di legge costituzionale, di cui va considerata la sinergia con la "nuova" legge elettorale, l'Italicum, siamo di fronte ad una delle più grandi mistificazioni, politiche e culturali, a partire dalla fine della II guerra mondiale, pari se non peggiore della stessa "riforma" costituzionale di Berlusconi, Bossi e Fini del 2005, sonoramente battuta col voto referendario del 25-26 giugno 2006 dalla maggioranza del popolo italiano.   

 

L’attuale classe politica non appare certo migliore di quella del recente passato, soltanto perché giovane e, nella propria autorappresentazione, nuova. Essa agisce con grande determinazione e sfrontatezza, verbale e legislativa, oltre a scontare un vuoto culturale e del rispetto delle regole democratiche senza precedenti nel periodo repubblicano. Con questo atto il governo Renzi intende realizzare un progetto davvero ambizioso quanto pericoloso: esautorare il parlamento dalle sue fondamentali prerogative e porre il nostro paese, definitivamente, sotto il diretto controllo politico ed economico del capitale finanziario transnazionale, di cui l’Europa dell’Unione monetaria è parte integrante.

 

Avalla e consolida le “riforme” imposte dai Trattati Europei che esautorano le politiche economiche nazionali ed erodono i principi democratici costituzionali

 

  1. A partire dalla seconda metà degli anni ’80 del secolo scorso, con l’Atto Unico europeo, prima, ed il Trattato di Maastricht, adottato nel 1992 ma con particolare accentuazione negli anni successivi, a partire dall'ingresso dell'Italia nell’area della moneta unica, le più importanti istituzioni europee e mondiali (Commissione europea, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, G-8) insieme ai governi più forti e influenti dell’occidente hanno a più riprese auspicato e poi imposto al nostro paese le tanto sbandierate "riforme", cioè: - le riduzioni delle tutele e del potere di acquisto del lavoro e delle pensioni; - l'esautoramento di ogni autonoma politica economica nazionale; - l'adozione e la ratifica dei successivi e formidabili trattati europei, tanto invasivi quanto scellerati (fiscal compact, six pack accolto questo con l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione, passo che non era affatto imposto, ma che  entra nell’indirizzo politico di governo con il PNR 2011, deliberato dal Consiglio dei ministri il 13 aprile 2011, al punto 2.2 a). In tal modo sono poste le premesse per la distruzione dell'apparato produttivo industriale, pubblico e privato, del paese e il conseguente impoverimento generale, ed è preclusa al paese l'adozione di sue proprie politiche di sviluppo a tutto vantaggio dei paesi più forti dell'Europa, Germania in testa, che in questi anni hanno goduto, anche grazie a ciò, di un ulteriore vantaggio competitivo.

Ma ciò, evidentemente, non era ancora sufficiente.

Diventava, infatti necessario (come raccomandato da J.P. Morgan Chase nel maggio 2013 con un suo Paper) mutare la cornice generale della convivenza civile e politica all'interno di ciò che rimane della residua sovranità popolare degli stati europei, specie nei paesi più fragili e periferici, e dunque attuare un superamento definitivo delle Costituzioni nazionali ove ancora è presente il riconoscimento dei diritti sociali, ed in particolare della nostra Costituzione repubblicana del '47, essendo tutto ciò visto e additato quale portato “ideologico” novecentesco di compromesso tra capitale e lavoro da superare secondo il volere dei " mercati" dei capitali (finanziari).          

I Governi che negli ultimi anni si sono succeduti alla guida del paese hanno tutti attuato politiche controproducenti sul versante dello sviluppo quanto improntate alla più arcaica diseguaglianza, secondo il canone dell'austerità; con gradazioni diverse tra l'uno e l'altro, si sono dimostrati i più diligenti esecutori dei voleri del capitale transnazionale e, così facendo, hanno aggravato la crisi, tuttora in corso, oltre che reso ancora più lontane le condizioni fondamentali di convergenza tra i paesi centrali e periferici dell'eurozona, spingendo questi ultimi in una posizione di crescente “mezzogiornificazione”, ossia sempre più nelle retrovie dello sviluppo.

 

  1. Negli ultimi 25 anni i Trattati europei si erano del resto già progressivamente sovrapposti alle costituzioni novecentesche, con particolare accentuazione nei confronti della nostra Carta fondamentale, imbalsamandola nella sua intera prima parte e nei principi fondamentali, con la conseguenza pratica della disapplicazione nei suoi stessi principi supremi  (a cominciare dal principio di uguaglianza, riconoscimento e tutela dei diritti sociali e del lavoro, ripudio della guerra, limitazioni di sovranità in condizioni di parità) che, al contrario, per consolidata giurisprudenza costituzionale sono considerati immodificabili. Queste due fonti hanno origini e programmi politici e culturali profondamente diversi e sotto certi aspetti antitetici. I Trattati traducono in economia un programma liberale-liberista e consolidano una tecnocrazia a-democratica sul versante politico.

Le Costituzioni, in particolare la nostra, mirano invece ad una democrazia sociale con un'economia mista e con una significativa presenza del pubblico nei settori nevralgici per l'economia e la società quali industria, scuola, salute, credito, energia. In questo si traduce la forte affermazione di un principio di eguaglianza formale e sostanziale, di diritti e libertà nella I parte della Carta, che fu ad un tempo la novità storica della Costituzione del 1947 e la chiave per la sintesi delle diverse culture politiche che in essa si ritrovarono. Ma la I parte della Costituzione chiede di essere attuata e presuppone, a tal fine, politiche appropriate. Ma gli indirizzi di governo si definiscono nelle forme che assumono le istituzioni e ne sono decisivamente condizionati. L’attuazione della I Parte della Costituzione presuppone una forma di governo parlamentare incardinata su assemblee elettive ampiamente rappresentative. Come ha statuito la Corte costituzionale dichiarando la illegittimità costituzionale del Porcellum con la sent. 1/2014, rappresentanza politica, partecipazione democratica, voto libero e uguale sono le pietre angolari della nostra democrazia, e ne definiscono la forma e la sostanza. Questo assetto è radicalmente negato dalla riforma della Costituzione ora proposta, con la soppressione del Senato elettivo e la concentrazione del potere su Palazzo Chigi. Parimenti stravolgente è la legge elettorale già approvata, per la previsione di un altissimo premio di maggioranza a un solo partito, l’eventualità di un ballottaggio senza soglia, parlamentari in prevalenza sottratti alla scelta degli elettori con il voto bloccato sui capilista. “Riforme” devastanti, poste in essere da un parlamento sostanzialmente delegittimato per la certificata incostituzionalità del suo fondamento elettorale, e da maggioranze posticce alimentate dai cambi di casacca e pronte a ogni forzatura delle norme costituzionali e regolamentari. Riforme che non si giustificano certo con gli esili argomenti di una governabilità che rimane solo apparente e di irrisori risparmi nei costi delle istituzioni.

Questo contrasto deve essere sciolto opponendo per via referendaria alle politiche in atto la voce del popolo, e anzitutto vincendo il referendum costituzionale.

E ciò deve essere il primo passo per ripristinare la democrazia sociale costituzionale; a seguito del quale rivedere l'aberrante modifica dell'art.81 della Costituzione.

Votare NO nel referendum costituzionale significa, dunque, votare contro la tecnocrazia sovranazionale che, grazie alla presente manomissione della Costituzione potrà appoggiarsi ad una monocrazia nazionale, ancor più vassalla delle oligarchie europee e del capitale transnazionale, che continuerà ad affossare lo sviluppo del paese con ancor più risolutezza.  

Il NO nel referendum è un SI’ al rilancio della democrazia prevista nella nostra Costituzione fondata sulla sovranità popolare.

 

Primi firmatari: Bruno Amoroso, Paolo Bagnoli, Patrizia Bernardini, Michelangelo Bovero, Nicola Capone, Antonio Caputo, Francesco Cattabrini, Sergio Cesaratto, Angelo Raffaele Consoli, Anna Fava, Gianni Ferrara, Guglielmo Forges Davanzati, Roberto Lamacchia, Gerardo Marotta, Massimiliano Marotta, Siliano Mollitti, Tomaso Montanari, Daniela Palma, Andrea Panaccione, Marco Veronese Passarella, Roberto Passini, Marcello Rossi, Mario G. Rossi, Cesare Salvi, Gianpasquale Santomassimo, Paolo Solimeno, Francesco Sylos Labini, Stefano Sylos Labini,, Lanfranco Turci, Massimo Villone,

 

Per aderire: redazione@hyperpolis.it



Bibliografia:

 

Samir Amin, Il ritorno del fascismo nel capitalismo contemporaneo, in www.Hyperpolis.it, novembre 2014; id., La Crisi, uscire dalla crisi del capitalismo o uscire dal capitalismo in crisi?, 2009;

 

Giovanni Arrighi, Adam Smith a Pechino (Genealogie del ventunesimo secolo), 2007; id.Il lungo 20. Secolo: denaro, potere, e le origini del nostro tempo, 1996;

 

Giovanni Arrighi e Beverly J.Silver, Caos e governo del mondo, 2003;

 

Perry Anderson, Il disastro italiano, in www.Hyperpolis.it, giugno 2014;

 

Bruno Amoroso, Figli di Troika, 2013; id. Il Disagio della democrazia, Il Ponte, marzo, 2015; in www.Hyperpolis.it, gennaio 2015;  Id. Libertà, fraternità, uguaglianza. Quello che resta di due secoli di dominio europeo, in www.Hyperpolis.it, 29.11.2015;

 

Lelio Basso, Il Principe senza scettro, Milano, 1958;

 

Otto Bauer, Tra due guerre mondiali? La crisi dell’economia mondiale, della democrazia e del Socialismo, con un’introduzione di Enzo Collotti, 1979;

 

Riccardo Bellofiore e Giovanna Vertova, (Intervista), Il fascino discreto della crisi economica, parti nn.1 e 2, in www.Hyperpolis.it, 7 e 24 gennaio 2016;

 

Patrizio Bianchi, La rincorsa frenata, 2013;

 

Lanfranco Binni e Marcello Rossi, I nostri Classici, in Il Ponte, gennaio 2015; id., in www.Hyperpolis, gennaio 2015;

 

Lanfranco Binni, Il naufragio della “modernità” del capitalismo, in Il Ponte, gennaio 2016, Anno LXXII n.1; in www.Hyperpolis.it, 9.02.2016;

 

Norberto Bobbio, Origine e caratteri della Costituzione italiana, 1976, ora in Dal fascismo alla democrazia, a cura di Michelangelo Bovero,1997;

 

Norberto Bobbio e Franco Pierandrei, Introduzione alla Costituzione, 1959;

 

Michelangelo Bovero, Contro il governo dei peggiori, una grammatica per la democrazia, 2000;

 

Emiliano Brancaccio e Marco Passarella, L’Austerità è di destra e sta distruggendo l’Europa, 2012;

 

Emiliano Brancaccio e Nadia Garbellini, Uscire o no dall’euro, l’effetto sui salari, in Economia e Politica, maggio 2014; id. Sugli effetti salariali e distributivi delle crisi dei regimi di cambio, in Rivista di Politica Economica, luglio-settembre 2014;

 

Emiliano Brancaccio, “Il Monito degli economisti, un anno dopo”; un dibattito dal titolo “L’Euro, un destino segnato?”, un dibattito su Critica Marxista, dicembre 2014; id. Il Monito degli Economisti, in Financial Times, 23 settembre 2013; (www.theeconomistswarning.com); id. Internazionalismo del lavoro e globalizzazione, in www.Hyperpolis.it, dicembre 2014; id. Sull’Europa la sinistra ha bisogno di una visione autonoma, in www.Hyperpolis.it, 6 ottobre 2015;

 

  1. La Crisi del pensiero unico, 2009;

 

Id. CRISI ECONOMICA, CENTRALIZZAZIONE DEL CAPITALE E NUOVO INTERNAZIONALISMO DEL LAVORO: INTERVISTA A EMILIANO BRANCACCIO, In Il Ponte, marzo 2016, Anno LXXII, n.3;

 

Alberto Burgio, Senza democrazia, un’analisi della crisi, 2009;

 

Federico Caffè e l’intelligente pragmatismo (a cura di Fernando Vianello, con un intervista a Federico Caffè  di sinistra 77), in www.Hyperpolis.it, 9 dicembre 2014;

Id., Scritti Quotidiani, prefazione di Pierluigi Ciocca, 2007;

 

Piero Calamandrei, L’avvenire dei diritti di libertà, in Scritti e Discorsi Politici a cura di Norberto Bobbio, 1966;

 

Nicola Capone, Libertà di ricerca e organizzazione della cultura, La scuola di Pitagora editrice, Napoli, 2013;

 

Luigi Cavallaro, Giurisprudenza. Politiche del desiderio ed economia del godimento nell'Italia contemporanea, 2015;

 

Luigi Cavallaro e Daniela Palma, Come (non) uscire dal dualismo del mercato del lavoro, in Rivista italiana di diritto del lavoro, 2008;

 

David Harvey, Breve storia del neoliberismo, in www.Hyperpolis.it, 1 ottobre 2015;

 

Rudolf Hilferding, Il Capitale finanziario, introduzione di Emiliano Brancaccio e Luigi Cavallaro, 2011;

 

www.Hyperpolis.it, Chi siamo. La Costituzione come antidoto al neoliberismo, in www.Hyperpolis.it, marzo 2014; id. La moderna tirannia: la globalizzazione neoliberista (dal MAI al TTIP), 31.03.2014;

 

Eric J.Hobsbawn, La fine dello stato (Nations and Nationalism in the New Century; The Prospects of Democracy; Public Order in The Age of Violence), 2007;

 

Manifesto per la nuova Europa, a cura di Bruno Amoroso, Giulietto Chiesa, Giampaolo Calchi Novati ed altri, in www.Hyperpolis.it, gennaio 2014;

 

Noam Chomsky, Profit Over People, (1998) trad.it Sulla nostra pelle, Mercato globale o Movimento globale? 1999; id. Powers and Prospects, 1996, trad.it Il Potere, Natura umana e ordine sociale,1997; Problems of Knowledge and Freedom, 1971, trad.it Conoscenza e Libertà, linguaggio e prassi politica (Conferenze tenute da Noam Chomsky al Trinity College di Cambridge in memoria di Bertrand Russell nel 1971), 1973;

 

Sergio Cesaratto, Fra Marx e List: sinistra, nazione e solidarietà internazionale, in www.Hyperpolis.it, febbraio 2015;

 

Salvatore D’Albergo – Andrea Catone, Lotta di classe e Costituzione, diagnosi dell’Italia repubblicana, La Città del sole, 2008;

 

Marcello De Cecco, L'economia di Lucignolo, 2000.

 

Carlo D’Ippoliti e Alessandro Roncaglia, L’Italia, una crisi nella crisi, Moneta e Credito, vol.64, 255, 2011;

 

Thomas Fazi e Guido Iodice, La battaglia contro l’Europa, 2016;

 

Gianni Ferrara, Crisi del neoliberismo e della governabilità coatta, in www.Hyperpolis.it, marzo 2014;

 

Sergio Ferrari, Società ed economia della conoscenza, 2014; Id. Crisi internazionale e crisi nazionale, Moneta e Credito vol.65, n.257 (2012), 49.58;

 

Guglielmo Forges Davanzati e Gabriella Paulì, Precarietà del lavoro, occupazione e crescita economica: una ricostruzione critica del dibattito, Costituzionalismo.it, marzo 2015;

 

Vladimiro Giacchè, Anschluss, (l’Annessione); l’Unificazione della Germania e il futuro dell’Europa, 2013; Id. Titanic Europa, la crisi che non ci hanno raccontato, 2012; id. Costituzione italiana contro Trattati europei – il conflitto inevitaile, 2015;

 

Augusto Graziani,  L’ECONOMISTA CHE IL PCI NON ASCOLTÒ NEGLI ANNI ’70 (E FU L’INIZIO DELLA FINE), in www.Hyperpolis.it, dicembre 2015; id.

 

Id., Cambiare tutto per non cambiare niente. Una spregiudicata analisi della politica economica nel nostro paese, Azimuth,http://www.criticamente.com/economia/economia_politica/Graziani_Augusto_-_Cambiare_tutto_per_non_cambiare_niente.htm, 1985; in www.Hyperpolis.it, 5 gennaio 2015;

 

Id. Lo sviluppo economico dell'Italia dalla ricostruzione alla moneta europea, 2000;

 

Enrico Grazzini, Stefano Sylos Labini, Marco Cattaneo e Luciano Gallino, Un appello per uscire dalla crisi con l’emisione di moneta statale a circolazione interna, in Economia e Politica, 6 dicembre 2014; Id. in Il Ponte, gennaio 2015;

 

Paolo Leon, Il realismo politico di Riccardo Lombardi, labour.it, 2015 http://www.labour.it/paolo-leon-il-realismo-di-Riccardo-Lombardi;

 

Lettera degli Economisti, LA POLITICA RESTRITTIVA AGGRAVA LA CRISI, ALIMENTA LA SPECULAZIONE E PUO’ CONDURRE ALLA DEFLAGRAZIONE DELLA ZONA EURO. SERVE UNA SVOLTA DI POLITICA ECONOMICA PER SCONGIURARE UNA CADUTA ULTERIORE DEI REDDITI EDELL’OCCUPAZIONE, in www.letteradeglieconomisti.it, (promotori: Bruno Bosco, Emiliano Brancaccio, Roberto Ciccone, Riccardo Realfonzo e Antonella Stirati), 14 giugno 2010;

 

Mario Libertini, La tutela della concorrenza nell’ordinamento italiano: dal codice civile del 1942 alla riforma costituzionale del 2001, Moneta e Credito, vol. 68 n. 272, 365-385, 2015;

 

Stefano Lucarelli, Daniela Palma e Roberto Romano, Quando gli investimenti rappresentano un vincolo. Contributo alla discussione sulla crisi italiana nella crisi internazionale, Moneta e Credito vol. 67 n. 262, 169-205, 2013;

 

John Maynard Keynes, Essays in persuasion, 1931, trad.it Esortazioni e Profezie, con un introduzione di E.Brancaccio  La Rivoluzione da Mosca a Cambridge, 2011;

 

Daniela Palma e Francesco Sylos Labini, Egemonia culturale e neoliberismo, in www.Hyperpolis.it, aprile 2014;

 

Luca Michelini, La fine del liberismo di sinistra, 1998-2008, Saggi – Il Ponte (con il contributo del Centro Studi Aurelio Macchioro), 2008;

 

Hyman Minsky, Combattere la povertà, a cura di Riccardo Bellofiore e Laura Pennacchi, 2014;

 

Daniela Palma e Roberto Passini, Oltre l’euro, ripensando la democrazia, in www.Hyperpolis.it, aprile 2015; in Il Ponte, aprile 2015, n.4, Anno LXXI;

 

Daniela Palma, Una via costituzionale al “reddito minimo” per la piena e buona occupazione, in www.Hyperpolis.it, aprile 2014;

 

Gaetano Azzariti, Lorenza Carlassare, Gianni Ferrara, Alessandro Pace, Stefano Rodotà, Massimo Villone, La peggiore riforma, in il Manifesto, 13.10.2015; in www.Hyperpolis.it, (14.10.2015);

 

Roberto Passini, La crisi della zona euro e la sorte della democrazia, in Il Ponte, on-line, luglio 2012; Id. Lavoro & Politica, settembre 2012; id. www.Hyperpolis.it, marzo 2015; id. Ancora in linea con l’Europa tedesca e i poteri transnazionali, in Il Ponte, giugno 2014; in www.Hyperpolis.it, giugno 2014;

 

Per una nuova resistenza socialista, in Il Ponte, gennaio 2015; in www.Hyperpolis.it, gennaio 2015;

 

Stefano Petrucciani, Marx e la critica del liberalismo, in www.Hyperpolis.it, 8 novembre 2015;

 

Alessandro Pizzorusso, La Costituzione, 1996; id. La Costituzione ferita, 1999; id. Il Patrimonio costituzionale europeo, 2002; id. Le recenti vicende italiane e il “Commentario della Costituzione”, postfazione a Leggi costituzionali e di revisione costituzionale (1994-2005), in Commentario della Costituzione fondato da Giuseppe Branca e continuato da Alessandro Pizzorusso, 2006;

 

Alberto Predieri, Pianificazione e Costituzione, Edizioni di Comunità, 1963;

 

Quaderni del Ponte 1) La Costituzione tra revisione e cambiamento,  a cura di Stefano Rodotà, Umberto Allegretti e Mario Dogliani, (una collaborazione tra Comitati per la difesa della Costituzione e la rivista Il Ponte); aprile 1998;

2) 1994-2004: il lungo attacco alla Costituzione, a dieci anni dalla lettera di Giuseppe Dossetti al sindaco di Bologna, (una collaborazione tra i Comitati Dossetti per la Costituzione e il Ponte), settembre 2004;

3) Torniamo alla Costituzione, un NO al premierato e alla devolution, maggio 2006;

4) Diritti di libertà, diritti sociali e sacralità della giurisdizione in Piero Calamandrei, (Atti della giornata di studio tenutasi all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Facoltà di Giurisprudenza, il 2 dicembre 2006), giugno 2007;

5) Questa nostra Costituzione. Sessant’anni dopo (Giornate fiorentine di riflessione storico – teorica  nel sessantesimo anniversario della Costituzione italiana. Firenze, Palazzo Vecchio. Salone de’ Dugento, 2,3 ottobre 2008), maggio 2009;

 

Questo pareggio di bilancio è una trappola, appello della rivista Il Ponte, a cura di: Luca Baiada, Domenico Gallo, Danilo Zolo, Livio Pepino, Mauro Piras, Marcello Rossi, Rino Genovese, Mario Monforte, Piero Belleggia, Roberto Passini, Francesco Cattabrini, Stefano Petrucciani, Alfio Mastropaolo, Gianni Ferrara, Claudio Bazzocchi, Marzo 2012;

 

Alessandro Roncaglia, Macroeconomie in crisi e macroeconomie in ripresa, Moneta e Credito, vol.64 n.254, 2011;

 

Giorgio Ruffolo e Stefano Sylos Labini, Il film della crisi, La mutazione del capitalismo, 2012;

 

Cesare Salvi, Capitalismo e diritto civile. Itinerari giuridici dal Code civil ai Trattati europei, 2015; Id. Autoritarismo liberista, diritto europeo e disapplicazione costituzionale, in Il Ponte, aprile 2015; in www.Hyperpolis.it, marzo 2015;

 

Cesare Salvi e Massimo Villone, Il Costo della democrazia, 2005;

 

Paolo Solimeno, Jobs Act e Costituzione. Svolta autoritaria e riduzione dei diritti sociali nel programma del governo Renzi, in www.Hyperpolis.it, agosto 2014;

 

Francesco Sylos Labini, Rischio e Previsione. Cosa può dire la scienza sulla crisi, (novità), 2016;

 

Francesco Sylos Labini (ed altri), Hanno scelto l’ignoranza, in www.roars.it/online/hanno-scelto-lignoranza/;

 

Paolo Sylos Labini, Sottosviluppo, una strategia di riforme, 2000; id. Saggio sulle classi sociali, 1974; id. Oligopolio e progresso tecnico, 1956; Id. La Crisi italiana, (un saggio sulle ragioni profonde della crisi politica, economica e morale che attraversa il paese), 1995;

 

Gianni Toniolo e Vincenzo Visco, (a cura di), Il declino economico dell'Italia. Cause e rimedi, 2004;

 

Massimo Villone, Il referendum plebiscito, in Il Manifesto, 30,12,2015; in www.Hyperpolis.it, 1 gennaio 2016; id. L’Europa: terra di diritti, crisi, diseguaglianze, giugno 2015, in Diritto pubblico europeo - Rassegna on-line; Renzi come Gelli, intervista a Massimo Villone, in Il Fatto Quotidiano, 9 settembre 2015; www.Hyperpolis.it, 13 settembre 2015; id. La legge 52/2015 (Italicum): da pochi voti a molti seggi (1),  - Torniamo ai fondamenti -, in Costituzionalismo.it, fascicolo n.1/2015; in www.Hyperpolis.it, 29 giugno 2015;

 

Questo documento è stato elaborato all’interno dell’Associazione Hyperpolis, in vista del referendum costituzionale che verrà indetto nel corrente anno.