MANAGE
CERCA
Altro in Comunicati
Sovraffollamento delle carceri: che fare?
I Giuristi Democratici esprimono solidarietà alla protesta condotta da Marco Pannella contro le incivili condizioni di vita in carcere
I Giuristi Democratici salutano con soddisfazione la celebrazione dei processi Eternit e Thyssen Krupp
I Giuristi Democratici sostengono il dissenso non violento dei cittadini e delle amministrazioni locali contro la TAV in Val di Susa
Due Sì ai referendum per l'acqua bene comune
I Giuristi democratici esprimono dolore per l'assassinio di Vittorio Arrigoni
L'Associazione Giuristi Democratici esprime soddisfazione per l'esito del processo ThyssenKrupp
I Giuristi democratici aderiscono alla manifestazione nazionale di sabato 26 marzo a Roma
I Giuristi democratici condannano la repressione delle manifestazioni democratiche di massa in Libia e chiedono che cessi ogni assistenza e cooperazione militare italiana al regime di Gheddafi
Dalle recenti vicende relative al Presidente del Consiglio deriva un pericoloso deterioramento del nostro Stato di diritto
Tunisia: è necessario sostenere il processo democratico
I Giuristi Democratici aderiscono all'appello "Uniti ce la possiamo fare", lanciato dalla Fiom CGIL in vista dello sciopero generale proclamato per il 28 gennaio.
I Giuristi Democratici esprimono rispetto e solidarietà con gli operai FIAT di Mirafiori
Sull'ammissibilità del referendum per l'acqua pubblica: è necessario assicurare il diritto dei cittadini ad esprimersi sulla gestione dell'acqua
Manifestazioni degli studenti: garantire la libera espressione del pensiero contro la deriva autoritaria del governo
 21 pagine  (314 risultati)
Sequestro di Indymedia
Redazione 12 ottobre 2005 9:56
Comunicato del 12 ottobre 2004 dei Giuristi Democratici

L'associazione Giuristi Democratici esprime solidarietà al network Indymedia e fortissima condanna all'iniziativa di sequestro dei server londinesi operato dall'FBI nella sede londinese di Rackspace, la società che li gestiva per Indymedia.

Tale sequestro, del quale per ora è difficile accertare le motivazioni, sarebbe avvenuto su richieste dei governi italiani e svizzeri, in base ad accordi multilaterali di assistenza nei casi di terrorismo e riciclaggio; altre fonti, invece, indicano come causa scatenante la diffusione da parte di Indymedia di informazioni sulla convention repubblicana di New York o su presunte frodi nel sistema di voto elettronico statunitense.

Comunque sia, in attesa che sia finalmente nota la vera giustificazione ufficiale dell'iniziativa dell'FBI, rilevata la illegittimità evidente di una azione di organismo statunitense in territorio dell'UK, che ha oscurato almeno una ventina di siti indymedia nel mondo, dall'Amazzonia all'Italia, e con essi diverse iniziative no profit (tra le quali quelle di sostegno agli avvocati italiani impegnati nei processi relativi al G8 di Genova del 2001) nonchè web radio e altro, appare evidente la finalità di colpire un soggetto Indymedia, che dalla sua nascita a Seattle nel 1999 ha rivoluzionato il modo di fare informazione, facendo in questi anni conoscere la verità su molti episodi oscuri e scomodi che molti governi avrebbero voluto far scomparire, e che ha fatto del bando ad ogni censura una delle sue regole principali di condotta, anche quando ciò significava pubblicare cose spiacevoli, scomode o non condivise. Né si possono sottacere le lesioni del diritto di difesa derivanti dalla circostanza che vari atti difensivi sono sul server sequestrato.

L'associazione Giuristi Democratici, tramite gli avvocati ad essa aderenti ha già offerto la propria disponibilità ad Indymedia per le eventuali iniziative giudiziarie da intraprendere.

Associazione Nazionale Giuristi Democratici