MANAGE
CERCA
Altro in Comunicati
I Giuristi Democratici esprimono preoccupazione per il rischio di compressione dei diritti costituzionali dopo i fatti occorsi a Roma il 15 ottobre
Verso il 15 ottobre: comunicato congiunto Giuristi Democratici e Legal Team Italia
CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell'ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali
Tornare alla gratuità delle cause di lavoro
Decreto legge 98/2011 ovvero la fine della gratuità del processo del lavoro
Sovraffollamento delle carceri: che fare?
I Giuristi Democratici esprimono solidarietà alla protesta condotta da Marco Pannella contro le incivili condizioni di vita in carcere
I Giuristi Democratici salutano con soddisfazione la celebrazione dei processi Eternit e Thyssen Krupp
I Giuristi Democratici sostengono il dissenso non violento dei cittadini e delle amministrazioni locali contro la TAV in Val di Susa
Due Sì ai referendum per l'acqua bene comune
I Giuristi democratici esprimono dolore per l'assassinio di Vittorio Arrigoni
L'Associazione Giuristi Democratici esprime soddisfazione per l'esito del processo ThyssenKrupp
I Giuristi democratici aderiscono alla manifestazione nazionale di sabato 26 marzo a Roma
I Giuristi democratici condannano la repressione delle manifestazioni democratiche di massa in Libia e chiedono che cessi ogni assistenza e cooperazione militare italiana al regime di Gheddafi
Dalle recenti vicende relative al Presidente del Consiglio deriva un pericoloso deterioramento del nostro Stato di diritto
 23 pagine  (334 risultati)
Lavoratori precari e d.l. 112/2008
Redazione 29 luglio 2008 18:29
Comunicato stampa sulla gravissima manovra contro i lavoratori precari e contro un principio di diritto fondamentale nel nostro ordinamento.

La recente presentazione di emendamenti alla legge di conversione al decreto legge 25 giugno 2008 n.112, in materia di rapporto di lavoro a tempo determinato, già approvati dalla Camera e che ora dovranno passare al Senato appare assai preoccupante sotto tre profili:
1) Si stabilizza la figura del precario, che dovrà tendenzialmente sostituire quella del lavoratore a tempo indeterminato;
2) Si rende la risoluzione del rapporto di lavoro ed anche a seguito di sentenza favorevole al lavoratore, un semplice costo aziendale, così come si voleva già in passato ottenere con l'abolizione dell'art. 18 s.l.;
3) Si stravolge ogni regola del nostro ordinamento che, all'art. 12 delle Preleggi, dispone con assoluta chiarezza un principio mai, sino ad ora, messo in discussione: la legge sostanziale non ha effetto retroattivo.


Si tratta di ferite all'impianto del nostro ordinamento giuridico di gravità inaudita e che lasciano presumere tempi ancora più bui, se non vi sarà una vera e forte opposizione sociale, stante l'assoluta mancanza di una opposizione parlamentare e la difficoltà estrema in cui si muove oggi la componente della Sinistra esclusa dal Parlamento.
Dunque, non é solo l'attacco al diritto del lavoro che ci preoccupa, ma la capacità che questo Governo e questo Parlamento stanno
dimostrando di non preoccuparsi minimamente delle regole giuridiche
minime che hanno da sempre regolato il nostro ordinamento.
Ancora una volta invitiamo organizzazioni sindacali, associazioni, forze politiche, parlamentari e non, a mobilitarsi in difesa dei
principi della nostra Costituzione ed a difesa di quello Stato di diritto sino ad ora, sia pure con lacune, seguito e attuato.
Torino, 28 luglio 2008
Associazione Nazionale Giuristi Democratici