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Ilaria Salis, il report dei nostri osservatori al processo
Redazione 29 gennaio 2024 20:27
Corrispondenza da Budapest degli avvocati Aurora d'Agostino e Giuseppe Romano, presenti all'udienza odierna

Si è svolta oggi a Budapest l'udienza "preparatoria" del processo a Ilaria Salis e due coimputati tedeschi. Abbiamo presenziato come osservatori a questo processo contro una cittadina italiana detenuta in condizioni terribili dallo scorso febbraio e segnaliamo di seguito alcune osservazioni, non esaustive, in base all'andamento dell'udienza odierna. Ma ancora prima dobbiamo rimarcare l'utilizzo disumanizzante e proibito nei nostri tribunali delle manette e dei guinzagli alla vita con cui gli imputati sono stati tratti e sono rimasti in aula durante tutta la seduta.

1) Per pene superiori a 20 anni, quale quella potenzialmente irrogazione a Ilaria Salis, nel nostro ordinamento è previsto un collegio di giudici, mentre il giudice nel procedimento ungherese è unico.

2) Il giudice ungherese ha gi√† a disposizione gli atti su cui si fonda il processo. Questo rischia di appiattire la difesa sugli atti di polizia delle indagini senza un giudice terzo come vuole il rito accusatorio da noi in vigore da pi√Ļ di 30 anni. Il sistema inquisitorio dovrebbe peraltro velocizzare il processo che invece qui dopo un anno non √® ancora iniziato.

3) Quel giudice (come detto, unico e non collegiale e che deciderà con sistema inquisitorio) ha oggi emesso sentenza di condanna nei confronti di un coimputato ritenendo provato il reato associativo. Lo stesso giudice deciderà poi, in spregio a ogni principio di incompatibilità, sulla responsabilità dei coimputati.

4) Ilaria non ha mai potuto vedere i materiali video che asseritamente la accusano e non ha avuto gli atti di indagine tradotti.

5) Non le viene contestato il tentato omicidio a fronte del quale la prognosi lieve poteva non essere determinante; le si contestano lesioni "potenzialmente letali", norma che non trova riferimenti nel nostro ordinamento e che non tiene conto delle certificazioni che attestano lesioni qualificabili come lievi.

6) Una carcerazione cos√¨ lunga a fronte di lesioni lievissime ed in mancanza di querela √® del tutto sproporzionata, tanto pi√Ļ in condizione detentive come quelle denunciate.

7) L'Unione Europea nel 2019 ha stabilito la possibilit√† di ottenere gli arresti domiciliari nel proprio Stato, giustappunto perch√© non si verifichino disparit√† di trattamento tra cittadini europei, il cui pericolo di fuga non deve fungere da elemento discriminante. Cionnonostante, Ilaria resta in Ungheria, e per di pi√Ļ in carcere.

 

Budapest, 29 gennaio 2024

Aurora d'Agostino, Giuseppe Romano