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Amnistia e indulto
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Ilaria Salis, in scena l'ennesimo oltraggio alla civiltà giuridica europea. Ora basta!
Redazione 28 marzo 2024 23:22
Report degli osservatori GD al processo a Ilaria Salis a Budapest. In allegato, il video con l'intervento della copresidente dei Giuristi Democratici, Aurora d'Agostino, subito dopo l'udienza

L'udienza tanto attesa di oggi, 28 marzo, ha infine avuto a oggetto solo la richiesta da parte della difesa di Ilaria Salis di attenuazione della misura cautelare con la concessione degli arresti domiciliari. I testi non sono stati sentiti per problemi tecnici di collegamento della coimputata. Interrogata sulle sue condizioni personali Ilaria ha spiegato di aver trovato un domicilio a Budapest, un lavoro online, si è dichiarata disponibile al controllo mediante braccialetto elettronico e persino offerto 40 mila euro di cauzione. Il giudice ha immediatamente respinto l'istanza con motivazione identica alle precedenti, senza tenere conto di alcuna delle novità presentate e del prolungato periodo trascorso in regime detentiva di massima sicurezza già decorso. Più di tredici mesi, che il giudicante ha espressamente definito un periodo non eccessivo per i reati contestati. Come se si trattasse di una condanna, non già di una misura cautelare!

Un dato di primo interesse è intanto che le asserite pressioni istituzionali per il rispetto della normativa comunitaria almeno in relazione alla presenza "non in ceppi" in aula, non sono evidentemente servite a nulla.

Come Giuristi Democratici, ieri sera abbiamo partecipato a un incontro con l'ambasciatore italiano a Budapest che ci ha rappresentato una forte irritazione in Ungheria seguita al clamore suscitato dalla scorsa udienza. In sostanza, si ritiene che in Italia si "butti in politica" una situazione qui affrontata in mero fatto, scevro da connotazioni ideologiche. Siamo al capovolgimento paradossale. C'è una donna detenuta da oltre un anno, imputata di lesioni lievissime, che in nessun paese sarebbe nemmeno ai domiciliari. L'aver colpito un neonazista pare essere un'aggravante che giustifica l'utilizzo di una norma cosiddetta "caucciù", cioè che si piega a piacimento: il medico dice lesioni per 8 giorni, ma il Pubblico Ministero le ritiene potenzialmente mortali, senza però poter contestare il tentato omicidio nemmeno a titolo di dolo eventuale. Contraddizione insanabile, resa evidente oggi dalla presenza scortata da nazisti sodali dell'aggredito, munito di legale, dipinto come semplice passante oggetto di violenza. Non sono mancate offese e minacce ai legali e amici di Ilaria da parte del gruppetto; non sono mancate inutili vessazioni nei confronti di Ilaria, a cui la guardia penitenziaria incappucciata ha strappato di mano una bottiglietta di acqua che le era stata consegnata dall'interprete. Insomma, neppure pane ed acqua.

Noi crediamo che non ci si possa arrendere impunemente a un tale sfregio del diritto in un'aula di giustizia di un paese che si pretende europeo. È ora di alzare la voce, e attesa l'inanità del governo italiano, andrà coinvolta l'Europa. Perché rischia di essere già tardi.

 

Aurora d'Agostino, Giuseppe Romano

Osservatori GD al processo Salis