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Inaugurazione dell'anno giudiziario 2003
Redazione 9 marzo 2003 17:44
Volantino distruibuito alle inaugurazioni dell'anno giudiziario il 18 gennaio 2003

A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Anche quest'anno l'inaugurazione dell'anno giudiziario, sotto la spinta di formidabili fenomeni sociali e politici, esce dai rituali di toghe pi√Ļ o meno policrome e diventa un momento importante, per la qualit√† del luogo e dei partecipanti, di ulteriore sensibilizzazione contro un attentato, palese o strisciante, realizzato o progettato, ai valori ed alle istituzioni democratiche della nostra societ√† politica, come voluti dalla Costituzione.
La decisione della associazione dei magistrati, di ogni sensibilità politica, di segnare questa occasione con un fortissimo richiamo alla costituzione democratica ed antifascista, ad un tempo, denunzia che non vi è alcuna istituzione, nè palazzo, al riparo da pratiche di demolizione dei principi della democrazia, e mette in campo anche una forte capacità di reagire a difesa dei valori costituzionali. Non è un caso che anche dalle università italiane, spesso silenti, si sia levato un grido di allarme in ragione dell'attacco continuo alle fondamenta dello Stato democratico.
Occorre anzitutto considerare come fondamentali principi costituzionali, quali quelli di ripudio alla guerra, contenuto nell'art.11, siano oggi posti in discussione.
Il principio della divisione dei poteri appare sempre pi√Ļ pregiudicato dalla prevaricazione dell'esecutivo sul parlamento, ridotto alla semplice, e talora faticosa, ratifica di decisioni assunte da uomini del potere a tutela di interessi privatistici (abolizione dell'imposta di successione, pratica abolizione del reato di falso in bilancio, legge sulle rogatorie, legge Cirami); parimenti la libert√† di espressione e della formazione culturale e del consenso elettorale √® pregiudicata dal controllo privatistico dei mezzi di comunicazione di massa da parte degli stessi uomini del potere.
Da diverso tempo è in atto una vera e propria campagna di aggressione alla magistratura, prima con denigrazione e delegittimazione dei giudici e del loro operato, e poi con leggi e proposte di legge per interferire, condizionare, bloccare l'attività dei giudici (modifica e burocratizzazione del CSM, controllo centralizzato dei saperi della magistratura, riduzione del ruolo e della funzione del giudice, controllo del parlamento, vale a dire della maggioranza parlamentare, sull' iniziativa del pubblico ministero, divisione delle carriere, reintroduzione di una quasi totale immunità parlamentare, e via limitando il potere di intervento e l'autonomia del giudice).
Il tutto in un contesto di politica governativa che limita fondi e stanziamenti per l'amministrazione della giustizia, rinvia i concorsi per il reclutamento di nuovi magistrati, nonostante la cronica carenza degli organici ed il blocco degli uffici giudiziari.
Ancora una volta, ciò che ci preoccupa, è l'attacco ai principi costituzionali: non siamo impegnati nella difesa acritica dei singoli componenti della magistratura, né siamo insensibili ai temi della effettiva terzietà del giudice.e alla necessità di un controllo critico e penetrante ma democratico sull'operato dei giudici.

E proprio per questo la nostra battaglia è contro chi vuole una magistratura controllata o bloccata nel suo funzionamento, per controllare e bloccare il controllo di legalità sui poteri forti, politici o criminali, in violazione del principio di uguaglianza di fronte alla legge e di subordinazione alla legge di tutti i cittadini.
Al contrario va riaffermato il principio che l'autonomia ed indipendenza della magistratura è un valore essenziale in una moderna democrazia, un patrimonio della collettività e non un privilegio di un corpo dello stato anch'esso soggetto alla legge.

Il Coordinamento Nazionale Giuristi Democratici