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La democrazia nei partiti, l'articolo 49 della Costituzione, 60 anni dopo - convegno
Redazione 12 gennaio 2009 17:36
La democrazia nei partiti
L'articolo 49 della Costituzione, 60 anni dopo

Roma, venerdì 6 febbraio 2009
Ore 14-19
Università "La Sapienza" – Facoltà di Scienze Politiche
Aula "A"

Nell'allegato un piccolo dossier contenente proposte di legge e commenti sulla questione.

Ascolta il convegno su

Programma

Ore 14
Apertura.
Presiede Fabio Marcelli, Membro Esecutivo nazionale Giuristi Democratici

Presenta
Cesare Antetomaso, Portavoce sezione romana Giuristi Democratici

Introduce
Fulco Lanchester, Prorettore per i rapporti con gli atenei federati dell'Università "La Sapienza"

Ore 14,30
Intervengono
Giovanni Incorvati, Identità e statuto del partito politico: quali modelli giuridici per la sinistra?
Maria Luisa Boccia, Donne e uomini tra potere e politica
Luigi Ferrajoli, Partiti politici e garanzie dei diritti politici
Alisa Del Re, I partiti politici e le donne: le ragioni della parità in democrazia
Gaetano Azzariti, Partiti politici e attività dei parlamentari
Imma Barbarossa, Il partito monosessuato
Cesare Salvi, Un progetto di riforma
Michele Ventricelli, La discussione sull'art. 49 nel Consiglio Regionale della Puglia
Arianna Montanari, Partiti, identità e modelli di partecipazione
Pino Ferraris, Dinamiche sociali e metamorfosi dei partiti
Anna Picciolini, Le donne nei luoghi della politica istituzionale
Pietro Adami, La democrazia nei partiti e le elezioni: primarie, liste bloccate, preferenze
Marilisa D'Amico, Crisi della rappresentanza e trasformazione della forma partito: la sfida della democrazia paritaria
Mattia Stella, Partiti e "ricambio generazionale"

Ore 18,00
Discussione



Informazioni: www.giuristidemocratici.it (con un dossier sul convegno e sui partiti politici)
gdroma@hotmail.it; info@giuristidemocratici.it


La materia dei partiti politici in Italia è regolata dall'art. 49 della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". L'articolo è collocato in un punto strategico dell'edificio, al centro dei "rapporti politici". È il punto in cui la seconda parte della Costituzione si incardina sui "diritti e doveri dei cittadini", e questi ultimi a loro volta producono effetti sull'"ordinamento della Repubblica". Senza tale architrave di raccordo e di sostegno l'intera costruzione vacilla.

Ma già all'indomani dell'entrata in vigore della Costituzione i partiti politici italiani, confortati da autorevoli tendenze interpretative, procedevano all'abbandono della sede che era stata loro riservata e a una ricollocazione completamente diversa. Dal titolo IV della prima parte sui "rapporti politici" si è finiti così nel titolo I sui "rapporti civili", e precisamente nell'art. 18. È qui che i partiti, nel loro agire concreto, si sono assestati. Mentre sotto il profilo giuridico li si è ridotti ad associazioni di diritto privato non riconosciute, sul piano fattuale essi hanno adottato i comportamenti degli organismi di questo tipo, che non offrono garanzie né di uguaglianza giuridica, né di metodo democratico. I loro statuti, invece di tutelare i diritti degli associati, hanno svolto la funzione di premunire i dirigenti e metterli al riparo da legittimi interventi volti a far valere, anche sul piano della tutela giudiziaria, quegli stessi diritti.

Dopo essersi disancorati dai diritti politici degli associati i partiti italiani, con un'ulteriore mossa, si sono dislocati nella seconda parte della Costituzione, come soggetti fondamentali dell'"ordinamento della Repubblica". Qui hanno assunto un ruolo guida grazie al finanziamento pubblico senza oneri per loro, ma anche e soprattutto grazie al fatto che i rispettivi dirigenti sono venuti cumulando cariche pubbliche e connessi conflitti di interessi.

In conseguenza di tale doppio salto —inizialmente all'interno della prima parte della Costituzione, e subito dopo nella seconda— ai cittadini è stato tolto quel ruolo attivo nei e con i partiti che l'art. 49 assegna loro. Precluso all'interno, il diritto di concorrere con metodo democratico è rimasto inattuato anche all'esterno. Una volta allontanati dall'orizzonte associazioni e movimenti, quel che si instaura nei rapporti tra partiti non è un regime di democrazia. E di questo rovesciamento di strategia le donne, marginalizzate all'interno come persone, rimosse all'esterno come movimento, rappresentano un elemento chiave, paradigmatico di un deficit che ha radici profonde. L'obiettivo dei partiti non appare quello di far concorrere "tutti i cittadini", e tanto meno di sollecitare il contributo di cittadinanza di lavoratrici e lavoratori immigrati, ma esclusivamente quello di accentrare tutto il "concorso" nelle mani di un'élite maschile.

A essere sottratto alla sfera dei "diritti e doveri dei cittadini" non è semplicemente l'art. 49, ma il complesso dei "rapporti politici": dal voto all'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive. Questi rapporti sono stati spogliati dei rispettivi diritti e dislocati nella seconda parte della Costituzione, resa autonoma dalla prima parte e dagli stessi principi fondamentali della Carta. E da qui lo stretto controllo dell'élite si è esteso infine su tutto l'insieme.

È possibile aprire i passaggi della nostra Carta, diventati quasi segreti ormai, e far rientrare i partiti nella loro sede costituzionale? Porre termine al lungo esilio politico e restituire a tutte e a tutti, alle associazioni, ai movimenti, quei diritti che sono stati loro negati? Progettare, anche attraverso il web, forme inedite di concorso democratico? In un momento di grande crisi dell'idea stessa di "partito di sinistra", il convegno intende dibattere criticamente i diversi modelli che si prospettano e le diverse proposte che sono state recentemente avanzate. Da quelle, per esempio, di Luigi Ferrajoli, nel contesto di carattere più teorico dei suoi Principia iuris, a quelle più marcatamente operative attualmente in discussione presso il Consiglio Regionale della Puglia.

La democrazia nei partiti, l'articolo 49 della Costituzione, 60 anni dopo - convegno
1) Registrazione audio e video del convegno
http://www.radioradicale.it/scheda/272116



2) Una valutazione preliminare del convegno
http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&view=article&id=1201:la-rinascita-democratica-inizia-dalla-riforma-dei-partiti-se-ne-parla-il-6-febbraio-a-roma&catid=40:la-sinistra-che-verra&Itemid=72