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24 gennaio 2018: ottava giornata internazionale dell'avvocato perseguitato - Egitto
Redazione 19 gennaio 2018 16:34
Da otto anni, il 24 gennaio è il giorno dell'avvocato minacciato.
Dalle ore 18, i Giuristi Democratici saranno nuovamente in presidio davanti all'ambasciata d'Egitto in Roma.

Nel giorno dell’avvocato minacciato richiamiamo l’attenzione sugli avvocati che, in ogni parte del mondo, vengono assoggettati a pressioni, perseguitati, ridotti al silenzio, minacciati, torturati e in alcuni casi perfino assassinati, unicamente in ragione dell’attività professionale svolta.

Il 24 gennaio è la data prescelta perché in tale giorno nel 1977 quattro avvocati e un loro collaboratore vennero assassinati a Calle Atocha, 25 a Madrid.

Il giorno internazionale dell’avvocato perseguitato mira a creare una consapevolezza adeguata del fatto che un esercizio effettivo della professione legale comporta dei rischi, ma anche a denunciare le relative situazioni esistenti in vari Paesi. Ogni anno la giornata viene quindi dedicata agli avvocati di un determinato Paese: Iran (2010) Turchia (2012), Spagna (2013), Colombia (2014), Filippine (2015), Honduras (2016) Egitto (2017).

La prima iniziativa in merito venne assunta dall’Associazione europea degli avvocati democratici, in collaborazione con quella europea dei giuristi per la democrazia e i diritti umani nel mondo ELDH (European association of Lawyers for Democracy and world Human rights) e con la Fondazione dell’avvocato minacciato.

Molte altre associazioni di avvocati e Consigli dell’Ordine hanno appoggiato il progetto; in più, quest'anno, anche il Consiglio nazionale forense ha deciso di celebrare la giornata con un convegno che vedrà tra i relatori la nostra Barbara Spinelli (v. locandina allegata).

Anche per il 2018 si è deciso di focalizzare l'attenzione sull’Egitto.

Molte organizzazioni dei diritti umani, fra le quali Amnesty International, Human Rights Watch, l’IDHAE e la Commissione internazionale dei giuristi confermano che le autorità egiziane proseguono senza sosta non solo con le intimidazioni, ma anche con la violenza vera e propria a stroncare ogni voce libera e critica.

In Egitto, le conversazioni telefoniche degli attivisti dei diritti umani, degli avvocati, dei politici d’opposizione e dei giornalisti indipendenti, continuano a essere intercettate, mentre la stampa di regime monta campagne d’odio. Si prolunga perciò il più grave periodo di violazione dei diritti umani della storia di quel Paese. Ogni giorno le forze di sicurezza fermano almeno tre o quattro persone.

Dopo il rovesciamento del presidente Morsi la situazione è drammaticamente peggiorata. Il governo ha ridotto le libertà di espressione, di riunione e di associazione. Decine di migliaia di oppositori sono stati arrestati e molti sottoposti a tortura. Sono rimasti impuniti gli omicidi commessi dalle forze dell’ordine. A seguito di processi non equi centinaia di persone sono state condannate a pesanti pene detentive o anche a morte.

Fra le vittime di tale campagna repressiva, tutti gli oppositori: dagli appartenenti ai "Fratelli musulmani" ai militanti di sinistra e attivisti dei diritti umani. In particolare avvocati. Maggiori dettagli sono disponibili al seguente collegamento: http://www.eldh.eu/events/event/solidarity-with-egyptian-lawyers-288/.

Il 25 gennaio 2018 ricorre del resto il secondo anniversario della sparizione del giovane ricercatore Giulio Regeni, ritrovato morto alcuni giorni dopo per effetto di atroci torture che portano senza dubbio il marchio del regime, che ha tenuto a lungo in prigione lo stesso difensore dei familiari di Giulio, Malek Adly.

I G.D. saranno dunque in presidio in toga, dalle ore 18 di mercoledì 24, ancora una volta sul marciapiede situato sul lato opposto all'ingresso dell'ambasciata d'Egitto sita in Roma, Via Salaria, 267.

Sarà quindi consegnata una lettera alle Autorità diplomatiche.

 

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