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Ucraina e diritto d'associazione
Redazione 29 marzo 2015 18:18
La richiesta avanzata dall'Associazione Internazionale dei Giuristi Democratici al Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU

L'Associazione internazionale dei giuristi democratici richiama l'attenzione del Consiglio sulla difficile situazione dei diritti umani in Ucraina dopo la violenta insurrezione del 2013 ed il colpo di Stato che l'ha seguita.

Nel luglio 2014, il Ministero della giustizia e del servizio di registrazione dello Stato, con il sostegno di terzi, compreso il gruppo neofascista Svoboda, ha effettuato un ricorso amministrativo per mettere fuori legge il partito comunista ucraino (KPU), che costiuisce il maggiore partito di opposizione rappresentando il 13,2% dei voti nella precedente legislatura. Parallelamente, sono stati avviati oltre 200 procedimenti penali contro membri del KPU, compreso il segretario generale Petro Simonenko.

Tali azioni, che di per sé costituiscono gravi violazioni della libertà d'associazione ed espressione di milioni di Ucraini, si fondano per lo più su dichiarazioni pubbliche fatte nel corso delle discussioni parlamentari a sostegno di un referendum o un cambiamento costituzionale che introduca il federalismo nel Paese.

Secondo il diritto internazionale e la Convenzione europea dei diritti umani, la messa al bando dei partiti politici, in quanto misura particolarmente drastica, dovrebbe essere usata con la massima cautela ed eseguita nel totale rispetto delle garanzie procedurali di un processo giusto.

Il 16 e 17 febbraio u.s. agenti di polizia hanno perquistio gli uffici del giudice Kuzmenko, incaricato del processo amministrativo contro il KPU, sequestrandone il computer ed altri documenti relativi al caso. L'operazione di polizia negli immobili della Corte ha riguardato anche altri giudici e impiegati. In seguito a tali illegali perquisizioni, minacce di violenza fisica ed altre forme di pressione illegittima, tutti i 25 giudici della Corte amministrativa di Kiev hanno emesso una dichiarazione pubblica nella quale affermano che date tali circostanze non potevano occuparsi del caso. Il processo è ora sospeso sine die. Tali azioni rappresentano un attacco senza precedenti e intollerabile all'indipendenza del potere giudiziario.

Dato quanto precede, l'Associazione internazionale dei giuristi democratici sollecita il governo ucraino a rispettare il principio fondamentale dello Stato di diritto e i suoi obblighi in materia di diritti umani nonché i suoi impegni derivanti dal diritto internazionale e in particolare dal Patto delle Nazioni Unite sui diritti civili e politici e le linee direttive approvate dalla Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa. Invitiamo altresì i relatori speciali interessati, in particolare quelli sulla libertà di espressione, la libertà d'associazione e l'indipendenza del potere giudiziario, a programmare urgentemente una missione in Ucraina.