MANAGE
CERCA
Altro in Comunicati
I Giuristi Democratici esprimono preoccupazione per il rischio di compressione dei diritti costituzionali dopo i fatti occorsi a Roma il 15 ottobre
Verso il 15 ottobre: comunicato congiunto Giuristi Democratici e Legal Team Italia
CEDAW, pubblicate le raccomandazioni dell'ONU: in Italia donne rappresentate come oggetti sessuali
Tornare alla gratuitĂ  delle cause di lavoro
Decreto legge 98/2011 ovvero la fine della gratuitĂ  del processo del lavoro
Sovraffollamento delle carceri: che fare?
I Giuristi Democratici esprimono solidarietĂ  alla protesta condotta da Marco Pannella contro le incivili condizioni di vita in carcere
I Giuristi Democratici salutano con soddisfazione la celebrazione dei processi Eternit e Thyssen Krupp
I Giuristi Democratici sostengono il dissenso non violento dei cittadini e delle amministrazioni locali contro la TAV in Val di Susa
Due Sì ai referendum per l'acqua bene comune
I Giuristi democratici esprimono dolore per l'assassinio di Vittorio Arrigoni
L'Associazione Giuristi Democratici esprime soddisfazione per l'esito del processo ThyssenKrupp
I Giuristi democratici aderiscono alla manifestazione nazionale di sabato 26 marzo a Roma
I Giuristi democratici condannano la repressione delle manifestazioni democratiche di massa in Libia e chiedono che cessi ogni assistenza e cooperazione militare italiana al regime di Gheddafi
Dalle recenti vicende relative al Presidente del Consiglio deriva un pericoloso deterioramento del nostro Stato di diritto
 23 pagine  (334 risultati)
Report dallla Turchia sul processo a carico di due avvocati
Redazione 24 giugno 2016 11:35
Il 22 giugno 2016 una folta delegazione di avvocati europei ha partecipato alla prima udienza di un processo che vede come imputati avvocati dell'associazione Ă–HD, tra cui i due colleghi detenuti Ramazan Demir ed Ayse Acinikli, e altri militanti tutti appartenenti ad una associazione per i diritti dei detenuti.

Il 22 giugno 2016 una folta delegazione di avvocati europei ha partecipato alla prima udienza di un processo che vede come imputati avvocati dell'associazione Ă–HD, tra cui i due colleghi detenuti Ramazan Demir ed Ayse Acinikli, e altri militanti tutti appartenenti ad una associazione per i diritti dei detenuti.
Tutti sono accusati di partecipazione ad organizzazione terroristica (PKK) e, nel caso dell'avv. Ramazan Demir, di propaganda terroristica.
Le condotte ascritte riguardano la criminalizzazione di attivitĂ  proprie dell'esercizio della difesa, ovvero dell'attivitĂ  statutaria prevista dall'associazione (riconosciuta dallo Stato turco) di cui fanno parte gli imputati.
Fra gli osservatori vi erano anche 4 avvocati italiani, avv. Barbara Spinelli per Giuristi  Democratici ed ELDH,  avv. Ezio Menzione per l’Unione Camere Penali e Legal Team Italia, ed in rappresentanza dei Consigli dell'Ordine di Bologna e Palermo rispettivamente gli avv.ti Sergio Palombarini e avv. Nicola Giudice.
L’udienza si è svolta in un clima teso, basta riferire il fatto che le porte dell’aula sono state chiuse a chiave dall’interno per non fare affluire altro pubblico.
Il tribunale, in composizione collegiale, ha prima sentito gli imputati, poi alcuni dei loro difensori.
Preliminarmente sono state passate in rassegna le numerose nullità poste in essere dall’accusa nella raccolta delle prove (intercettazioni iniziate e reiterate aldilà di ogni autorizzazione del giudice, e molto altro).
Tutti hanno condotto efficacemente la difesa, dimostrando l’inconsistenza delle accuse mosse. I fatti indicati dall’accusa come prove della partecipazione all’associazione terroristica nel caso dei due avvocati non sono altro che normale espletamento del mandato, sia pure in una situazione in cui i detenuti anche per la estrazione economica di provenienza, sono privati di ogni contatto con l’esterno e possono contare solo sulla bravura e la tenacia del loro difensori.
Al termine di questa prima parte della discussione le parti hanno preso le loro conclusioni in punto di libertà. Il procuratore ha chiesto la rimessioni in libertà, sia pure con controllo, di tutti gli 8 imputati detenuti; i difensori, stringendo a questo punto la discussione, hanno chiesto la libertà per tutti. Il Tribunale si è ritirato ed ha emesso ordinanza con cui rimetterà ha rimesso in libertà due detenuti, mentre gli altri – fra cui i due avvocati- restano in carcere. Prossima udienza il 7 settembre.

La decisione ha lasciato la bocca amara sia ai difensori che agli osservatori internazionali, specialmente per quanto riguarda la posizione dei due avvocati. “E’ il risultato del pessimo clima che si respira in Tuchia in tema di diritti”, è stato il commento di molti avvocati Turchi.

Agli occhi degli osservatori internazionali, compreso i GD e l’UCPI, il rifiuto di rimettere in libertà i due avvocati è un preciso segnale che il Tribunale, in linea con il governo, ha inteso dare: la posizione degli avvocati, lungi dall’essere essa stessa garanzia della libertà nelle funzioni, può costituire di per sé motivo per essere colpiti e pretendere di tutelare i diritti dei cittadine è attività pericolosa oggi in Turchia.

Per questo occorre che l’Europa garantisca la sua attenzione e la sua disapprovazione per quanto sta accadendo in questo paese dove ogni giorno nuovi diritti vengono calpestati.

SeguirĂ  rapporto dettagliato.